Disordini nel Carcere di Velletri, si esprime l’Ugl PP

Nel primo pomeriggio del 5 ottobre un gruppo di detenuti Italiani hanno protestato creando gravi disordini nella propria sezione detentiva.

carcere velletriLa protesta è stata violenta tanto da indurre i detenuti a rompere tavoli, sgabelli, vetri di alcune finestre e telecamere di sorveglianza, inoltre hanno utilizzato anche l’ idrante per allagare la sezione detentiva.

A darne notizia sono i sindacalisti dell’ Ugl Polizia Penitenziaria Carmine Olanda e Ciro Borrelli che da anni denunciano tutte le problematiche inerenti alle strutture e al personale della Giustizia.

Abbiamo avuto dei momenti molto difficili – commenta Borrelli – gestire una protesta dei detenuti non è assolutamente facile, i detenuti in quel momento erano fuori controllo e disposti a qualunque altro gesto lesivo nei confronti di chiunque rappresentava lo Stato“.

Stiamo cercando di capire i motivi della protesta – continua il sindacalista –  che  fortunatamente si è conclusa senza feriti e  senza l’ uso legittimo della forza da parte della Polizia Penitenziaria che con grande professionalità ha saputo gestire l’ evento critico riportando alla normalità la vita detentiva nella sezione.

Alcuni detenuti individuati come presunti promotori della protesta sono stati trasferiti nel reparto isolamento per essere interrogati sull’ accaduto, mentre gli altri sono rimasti nella loro sezione per gli accertamenti del caso”.

Per non bastare – conclude Borrelli – nel tardo pomeriggio del 06.10.2017 un gruppo di Detenuti Rumeni improvvisamente si sono scagliati contro un loro connazionale riempiendolo di calci e pugni su tutto il corpo. Grazie al suono dell’ allarme gli Agenti sono intervenuti immediatamente sul posto ed evitato che accadesse il peggio.

A farne le spese è stato solo il detenuto vittima del pestaggio che ha riportato ematomi su tutta la testa, viso e corpo. Il detenuto è stato curato presso l’ infermeria del carcere e trasferito nel reparto isolamento per le precauzioni del caso.

La serata si è conclusa con delle forti crisi epilettiche venute ad un giovane detenuto che lo hanno portato ad avere un arresto cardiaco. Grazie alla grande professionalità del medico di guardia K. A. fortunatamente il giovane detenuto è stato subito rianimato ed inviato con urgenza presso il pronto soccorso di Velletri.

Il detenuto dopo essere stato stabilizzato dalle cure dell’ ospedale ha fatto rientro in carcere nella tarda notte.

Sugli eventi critici interviene anche il Segretario Regionale Ugl Polizia Penitenziaria Carmine Olanda.

Negli ultimi tempi a livello Nazionale gli eventi di autolesionismo, tentato suicidio, evasioni, proteste e aggressioni sono al centro dell’ attenzione  – commenta Olanda – questo campanello di allarme deve fare riflettere le Istituzioni – occorre immediatamente rivedere il funzionamento di tutti gli ingranaggi della Giustizia -.

Nei 14 Istituti penitenziari del Lazio la capienza regolamentare dei posti letto è di 5.256 detenuti, presenti 6.333 di cui 403 donne ( 1 evasa giorno sei dal carcere femminile di Roma Rebibbia) e 2.704 stranieri    – dati aggiornati al 30 settembre 2017 -.

Nello specifico i posti regolamentari del carcere di Velletri sono 411 presenti 570 di cui 245 stranieri – dati aggiornati al 30 settembre 2017 -.

Il problema del sovraffollamento detenuti, il 50% dei detenuti stranieri ristretti, la gestione dei detenuti con problemi di natura Psichiatrica, la grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di tutte le figure professionali ed va risolto subito prima che la situazione degeneri.

Il Ministro Andrea Orlando – conclude Olanda – anziché impegnarsi di cambiare nome alla Polizia Penitenziaria chiamandola Polizia del Trattamento, farebbe meglio bandire un concorsone per l’ assunzione di almeno 3000/4000 Agenti e non come ha fatto negli ultimi tempi bandendone uno di 192 a fronte di una mancanza di 9.000 di Agenti a livello Nazionale.

Un concorso di 192 Agenti è una goccia in mezzo all’oceano, va semplicemente ad incidere sulle spese dello Stato senza risolvere il problema.

Se il Ministro Orlando vuole risolvere il problema della Polizia Penitenziaria farebbe meglio a transitarla nella Polizia di Stato e non umiliarla cambiandone il suo nome.

Come sindacato ci congratuliamo ancora una volta per la grande professionalità che la Polizia Penitenziaria e il personale sanitario continua a dimostrare nonostante le loro condizioni disperate in cui lavorano”.

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