Pensione: come cambiano le regole per gli italiani

Il tema delle pensioni sta diventando molto scottante nel nostro Paese. Se in effetti la regolamentazione di questo ambito è ancora lasciata alla Legge Fornero, di alcuni anni fa, nella realtà non solo sono stati effettuati alcuni emendamenti ma, negli ultimi mesi, sono varie le forze politiche che si stanno dichiarando a favore di una revisione di alcuni dei requisiti minimi per l’ottenimento della pensione di vecchiaia o di anzianità.

La principale novità del 2017 è il cosiddetto APE, o Anticipo Pensionistico, che permetterà ad una folta schiera di lavoratori ultra sessantenni di accedere alla pensione con tempi anticipati rispetto a quanto richiesto dalla Legge Fornero. Per quanto riguarda le pensioni ultime notizie parlano anche della volontà del Governo di revisionare l’aumento regolare e progressivo, su scala biennale, dell’età pensionabile. Tale aumento ha portato già l’età minima per la pensione di vecchiaia da 65 a 67 anni.

Quando si va in pensione in Italia

pensione cambiano le regoleSono sempre di più i lavoratori preoccupati di non riuscire a raggiungere l’età pensionabile in tempi ragionevoli. Si deve infatti notare come il passaggio dal sistema contributivo a quello retributivo ha portato a notevoli cambiamenti, che riguardano non solo il raggiungimento dell’età pensionabile, ma anche l’entità del futuro assegno, che ad oggi si è abbassata notevolmente rispetto al passato.

In particolare le leggi che oggi regolamentano l’uscita dalla vita attiva costringono il lavoratore a rimanere in servizio fino al raggiungimento di una cifra minima dell’assegno pensionistico, cosa che per molti italiani porta ad un allontanamento dal traguardo dell’età pensionabile.

Secondo il sistema contributivo l’età minima per ottenere la pensione di vecchiaia nel 2018 è di 66 anni e 7 mesi per tutti i lavoratori, uomini e donne, che possono vantare almeno 20 anni di contributi e con un assegno pensionistico non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale. I lavoratori, uomini e donne, con almeno 5 anni di contributi effettivi possono richiedere la pensione di vecchiaia al compimento del 70 compleanno, più 7 mesi. Tali numeri vanno ad aumentare di alcuni mesi ogni anno, in modo progressivo.

Ultime notizie sulle pensioni

La legge Fornero, quella che regolamenta il ritiro dalla vita attiva oggi, è datata 2011. Questa legge prevedeva un certo tipo di gradualità nell’aumento dell’età pensionabile considerando una serie di fattori sociali ed economici, che però non è detto che si sviluppino come prefigurato in passato. La prima e principale opposizione manifestata nel corso degli ultimi mesi riguarda lo spostamento nel tempo dell’età pensionabile.

Se anche si considerano tutti i dati che riguardano l’aumento dell’aspettativa di vita, si deve anche considerare che molti anziani non sono più in grado di lavorare superata una certa soglia di età, anche considerando che potranno sopravvivere ancora molti anni, a volte alcune decine.

Per questo motivo si sta cercando di porre un freno a questo principio. Inoltre sono ancora presenti in Italia molti lavoratori cosiddetti precoci, che hanno ad oggi più di 35 anni di contributi pagati, pur avendo età molto giovani, a volte inferiori ai 60 anni. Un altro elemento di cui tenere conto è la presenza di lavori usuranti: se si considera la giornata tipo di un autista di bus o di un lavoratore edile, chiaramente si comprende come sia impossibile permettere a questi lavoratori di continuare la loro attività fin oltre i 65 anni.

Il Governo sta testando un metodo di uscita anticipata dal lavoro, chiamata APE, che è in atto per tutto il 2018 e parte del 2017. Solo nei prossimi mesi però potremo capire se tale esperimento avrà successo e se si tratta di un sistema di anticipo pensionistico applicabile su larga scala.

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