In occasione del Convegno Diocesano, la riflessione di Mons. Apicella, Vescovo di Velletri-Segni

Trasformare in iniziazione alla vita cristiana quella che attualmente è una semplice iniziazione ai Sacramenti, affidata ad una organizzazione catechistica, che diventa il fattore preminente di tutta la nostra attività pastorale”.

diocesi velletri segniÈ questa la sfida relativa all’iniziazione cristiana evidenziata dal vescovo di Velletri-Segni, mons. Vincenzo Apicella, sul numero di luglio/agosto del mensile diocesano “Ecclesia in c@mmino”. Secondo il vescovo, oggi emergono due esigenze: “Assicurare a tutti i cristiani la completezza dell’iniziazione cristiana e una catechesi mistagogica permanente; ambedue oggi sembrano essere per lo più disattese”. “Normalmente – prosegue Apicella – una buona percentuale dei bambini di Prima Comunione non prosegue l’itinerario per completare l’iniziazione cristiana e la posticipazione della Cresima riduce la comprensione della stessa Eucarestia, che a volte viene ridotta a fenomeno devozionale”.

Ma già a partire dal Battesimo – rileva il presule – si sente la necessità di proporre un itinerario che coinvolga soprattutto la famiglia, luogo primario dell’iniziazione cristiana”. Secondo Apicella, “il vero catecumenato nella nostra situazione pastorale non può che iniziare da una scelta consapevole dei genitori”. “Il vero spartiacque, la vera adesione di fede – aggiunge – più che al momento del matrimonio avviene alla nascita del figlio, quando i genitori divengono protagonisti dell’iniziazione cristiana del figlio e perciò stesso sono chiamati a recuperare anzitutto la propria”.

Questo può diventare problematico, ma per questo ancor più necessario – nota il vescovo – nella situazione di crisi in cui si trova oggi la famiglia e a questo proposito risulta indispensabile porre attenzione alle indicazioni che provengono dalla Amoris Laetitia”. “La mistagogia, allora, non è solo l’ultimo stadio dell’iniziazione cristiana, ma ne diventa la premessa, per potersi estendere poi ai nuovi iniziati”. “Lo strumento per affrontare la questione è il Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti”, conclude, annunciando che “concretizzarlo, con i necessari adeguamenti, nella nostra concreta situazione di Chiesa, sarà il nostro impegno per il prossimo futuro”.

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