Alessandro Fortuna: l’intervista

Alessandro Fortuna: “Mollare mai, anzi: vogliamo crescere ancora”

L’intervista del presidente Fortuna pubblicata sul numero di ottobre della fanzine del City distribuita gratuitamente al Superga

Qualche anno fa, alle tre e mezza di notte, il telefono di Alessandro Fortuna ha iniziato a squillare. Dall’altra parte Superga intervistadella cornetta la voce di Antonio Paolo Cececotto: “Alessà mi è venuta una grande idea: facciamo un centro sportivo, sarà un luogo di incontro per tanti bambini che potranno divertirsi e crescere in un ambiente sereno!”. La risposta un po’ assonnata di Fortuna fu molto chiara: “Sì, Tonì, potrebbe essere una grande idea, ma possiamo parlarne domattina alle 8?”. Da questo aneddoto è iniziata fattivamente la storia del Città di Ciampino targato Cececotto e Fortuna, una storia che ha già vissuto momenti importanti culminati con la storica promozione del club in serie D, dove si è trovato al cospetto di vere e proprie corazzate con le quali ha battagliato senza nessun timore. E nonostante la retrocessione in Eccellenza, la voglia di guardare avanti dei due presidenti del City è rimasta immutata, come testimonia lo stesso Alessandro Fortuna in questa lunga chiacchierata.

Presidente, partiamo dalla scorsa stagione. Cosa vi ha lasciato l’esperienza in serie D?

Sicuramente a livello dei risultati del campo non è stata un’esperienza da ricordare, ma ci ha insegnato tanto. Perchè abbiamo capito cosa c’è dall’altra parte del muro, e abbiamo capito che è impossibile pensare di affrontare una simile realtà solo con le nostre forze. Per fare un campionato di serie D serve l’apporto del Comune (non necessariamente economico), degli imprenditori, ma anche dei singoli cittadini, e tutto questo ci è venuto a mancare. Stranamente, vedo più gente allo stadio ora che siamo in Eccellenza rispetto all’anno passato! Una cosa è certa: per noi è stato un impegno finanziario enorme, spropositato, e potremmo pensare di affrontare di nuovo un salto di categoria solo se venissimo affiancati da qualcuno economicamente più forte di noi.

Fa un po’ paura il fatto che la squadra sia nelle zone alte della classifica in queste prime giornate?

Paura no, anzi ci fa molto piacere. Abbiamo allestito una squadra importante per fare un campionato di livello, non di certo per puntare alla promozione, ma il DG Moroncelli è riuscito a capitalizzare al massimo le risorse messe a disposizione ottenendo molto di più di quanto ci saremmo immaginati. Di certo se ci trovassimo nelle zone alte tra qualche mese non chiederemmo mai ai nostri giocatori di scendere in campo per perdere!

Una rosa competitiva, quella del City, fatta di grandi importanti e giovani di belle speranze.

Sì, forse un po’ limitata numericamente, ma credo che negli undici possa competere con chiunque. Di Carnevali è superfluo parlare, ogni anno dice che sarà l’ultimo e si ripresenta più in forma del precedente, nelle prime giornate ha messo nelle gambe il minutaggio maggiore di tutta la squadra, e non è certo facile alla soglia dei quarant’anni. Lui, come Martinelli e Citro, potrebbero tranquillamente fare la D, ma non solo loro. Sono molto felice che sia tornato anche Pedrocchi, io e Tonino lo scorso anno ci mandavamo un messaggio ogni volta che faceva un gol o conquistava un rigore! È un bravo ragazzo, un grande professionista, che non ha mai detto una parola fuori posto e mi fa davvero piacere che sia di nuovo tra noi perché è uno di famiglia. In generale, però, su questo siamo sempre stati molto selettivi e se dopo tanti anni ancora andiamo avanti è soprattutto perché abbiamo a che fare con un gruppo di bravi ragazzi. Altrimenti non varrebbe la pena fare tutti questi sacrifici, togliere tempo alla famiglia, fare tanti investimenti.

A completare il quadro, c’è stata la conferma di Giordano Moroncelli e l’ingresso di Gianluca Mirra, senza dimenticare l’arrivo di Mirko Granieri in panchina.

Giordano è uno di noi, credo che meriterebbe una piazza più importante perché non solo è un ragazzo speciale ma un professionista molto preparato. Su Gianluca Mirra non c’è molto da aggiungere perché nel suo ruolo è tra i migliori del calcio laziale, quindi scegliendo lui siamo andati sul sicuro e non sta sicuramente deludendo le nostre aspettative. Di Mirko Granieri, invece, Cececotto mi parla già da qualche anno: lo ha seguito nelle sue precedenti esperienze ed è rimasto colpito dalla persona oltre che dal professionista. Devo dire che, con il senno di poi, devo dargli ragione: Mirko è un gran lavoratore, un professionista puntiglioso e preciso che non lascia niente al caso, ed è un ragazzo d’oro. Insomma, ha ampiamente confermato quello che mi era stato detto di lui.

In conclusione, è d’obbligo una parola per la scuola calcio: tra i quasi trecento bambini del City c’è anche suo figlio Marco, e lei è costantemente presente sugli spalti in occasione delle partite.

Eh sì, ora poi inizia a crescere quindi a casa non si parla di altro, così anche mia moglie ha dovuto adeguarsi e appassionarsi al pallone! Scherzi a parte, vedere questi bambini arrivare al campo con dei borsoni più grandi di loro e il sorriso sul viso è la nostra soddisfazione più grande. Quest’anno Claudio Peroni è stato veramente bravo, forse più degli altri anni: qui intorno sono sorte altre strutture e naturalmente quando aumentano i competitor è più difficile stabilizzarsi sui livelli delle precedenti stagioni, invece noi siamo riusciti più o meno a mantenere lo stesso numero di iscritti. Anche per garantirgli il miglior servizio possibile stiamo ampliando il nostro centro sportivo con un nuovo campo di calciotto per il quale i lavori inizieranno a breve. Abbiamo intenzione, però, di aggiungere anche due campi da paddle, uno sport molto in voga in questo momento, per ampliare l’offerta per chi viene qui da noi. Nel frattempo abbiamo avviato i lavori di rifacimento del manto del campo di calcetto, a testimonianza del fatto che noi non vogliamo fermarci e non abbiamo intenzione di mollare. Allo stesso tempo, però, pur non cercando nessuno ci teniamo a sottolineare che se volessero entrare forze nuove al nostro fianco troverebbero sicuramente aperta la porta del Superga.

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