Caso Ltaief, assolti i cinque agenti della Penitenziaria di Velletri accusati di pestaggio

La vicenda risale al 2010 quando cinque agenti di Polizia Penitenziaria di cui un Isp. R. P.  e quattro Assistenti capo C.F. – A.P. – M.B. e G.C. – vengono accusati dal detenuto Ismail Ltaief di origine Tunisina, per concorso in lesioni aggravate e minacce nei suoi confronti.

velletri polizia penitenziariaIn data 10.02.2011 dopo la denuncia del detenuto i cinque Agenti vengono colpiti da provvedimenti restrittivi emessi dalla Procura della Repubblica di Velletri, a firma del Procuratore Capo Dott. Silverio Piro. L’ufficiale di Polizia Giudiziaria, Ispettore Capo P.R., e altri due Agenti di Polizia Giudiziaria, gli Ass.ti Capo  F.C. e C.G. vengono immediatamente posti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri due imputati, Ass.ti Capo P.A. e B.M., viene disposto l’ obbligo di dimora nel comune di residenza, tutti e cinque sospesi immediatamente dal servizio, con inevitabili ripercussioni economiche, non potendo più svolgere servizio, almeno fino a nuove disposizioni da organi superiori.

Nel 2013 vengono assolti in primo grado l’ufficiale di Polizia Giudiziaria, Ispettore Capo P.R., e altri due Agenti di Polizia Giudiziaria, gli Ass.ti Capo  F.C. e C.G. ed oggi nel 2017 vengono Assolti in Appello anche gli altri due Ass.ti Capo P.A. e B.M. per  la totale inattendibilità del teste per le sue inverosimili dichiarazioni.

A darne notizia sono i sindacalisti della Ugl Polizia Penitenziaria Carmine Olanda e Ciro Borrelli che non hanno mai smesso di seguire questa vicenda giudiziaria assurda e senza precedenti.

Finalmente questa vicenda giudiziaria – commentano Olanda e Borrelli – comincia a dare fine al lungo calvario che hanno subito i cinque colleghi, trattati dai provvedimenti restrittivi emessi peggio dei peggiori delinquenti oggi in circolazione”.

Il detenuto Ismail Ltaief – continuano i sindacalisti – era ristretto in carcere per vari reati contro il patrimonio, violazione legge armi, violazione legge droga, tentato omicidio. Dagli atti giacenti presso i vari Istituti Penitenziari ove il detenuto Ismail Ltfaief è stato ristretto (tra i quali l’ O.P.G. di Montelupo Fiorentino), è emerso avere ben 16 alias, nomi di copertura per evitare condanne a suo carico. Dagli atti emerge anche che il soggetto soffre di un disturbo borderline di  personalità, soggetto autolesionista, comportamenti autolesionistici messi in essere in vari Istituti ove è stato detenuto, debitamente documentati e giacenti agli atti.

Il detenuto ha sempre dimostrato essere inattendibile, incredibile e falso – conclude Olanda – fin dal primo giorno delle Udienze in Tribunale. Purtroppo ci sono voluti quasi sette anni che la Procura si rendesse conto del pericoloso e falso detenuto che aveva davanti. Siamo soddisfatti dell’assoluzione dei cinque Agenti, ma siamo fortemente arrabbiati con il Partito Radicale che appena ha saputo dei cinque Agenti denunciati, ha subito tutelato il detenuto terrorista, datogli credibilità fino al punto di renderlo vittima degli Agenti presso la Camera dei Deputati, facendo passare il terrorista per un eroe coraggioso. Adesso ci aspettiamo che il Partito Radicale si metta una mano sulla coscienza e restituisca la dignità ai cinque agenti coinvolti in questa incredibile bufera giudiziaria ponendo le proprie scuse sia pubblicamente che presso la Camera dei Deputati”.

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