Rocca di Papa, l’ex vicesindaco Giannone dichiara:”Sindaco mi ha sollevata perché non condividevo più modo di governare e gestione”

Il giorno dopo la sollevazione dal suo incarico, avvenuta Rocca Papa sollevazioneufficialmente nella tarda giornata di ieri tramite un comunicato ufficiale del Comune, il quale riportava una lettera del Sindaco Crestini  che ne spiegava le motivazioni, l’oramai ex vicesindaco di Rocca di Papa Veronica Giannone esce allo scoperto in una breve intervista.

Perché il Sindaco Crestini ha preso la decisione di sollevarla dall’incarico?

Principalmente ha deciso di sollevarmi dall’incarico, perché non ero più in linea con alcuni obiettivi politici della giunta comunale e quindi del sindaco. 

Fin dalla mia nomina ho voluto un ufficio urbanistica che fosse a disposizione di tutti i cittadini, che lavorasse per gli obiettivi dediti alla collettività e basta, senza prelazioni, senza prevaricazioni e con la respinta di ogni tipo di pressione per fini privatistici, eppure l’ufficio riceveva disposizioni discordanti.

Ha deciso di sollevarvi perché non condividevo più un modo di governare privo di comunicazione, senza condivisione, anche all’interno del gruppo, una gestione fatta anche con la mancanza di rispetto umanamente parlando.

Quali sono stati i  punti di divergenza che si sono venuti a creare tra lei e l’Amministrazione Crestini?

I punti di rottura, in primis la mia volontà di voler rendere noto alle autorità e alla maggioranza questioni rilevanti di carattere giudiziario riferiti alla gestione politico amministrativa dei nostri predecessori.

Le interferenze di una parte della dirigenza, negli indirizzi politici del governo, poi è stato qualcosa di inammissibile per me”.

Ha qualcosa da controbattere alle opposizioni che l’accusano di non essersi presentata al Consiglio straordinario?

Non ho partecipato al Consiglio straordinario su di me semplicemente perché non ho voluto prestarmi ad uno svolgimento già preannunciato in cui una parte della minoranza passava l’assist, neanche troppo efficace al Sindaco, che avrebbe colto quell’unico solo appiglio da poter usare come motivazione per rimettermi le deleghe.

Del resto un Consiglio di questo tipo, a cos’altro poteva essere indetto se non per esprimere solidarietà ad una istituzione che ha subito delle intimidazioni?

Nulla di tutto ciò è arrivato, vien da se quindi pensare che quella seduta dell’assise pubblica sarebbe stata l’ennesima strumentalizzazione politica nei miei riguardi, l’ultima.

Il Consigliere Grasso, avvocato di professione, fra l’altro dovrà rispondere per l’accusa di rivelazione di atti di un giudizio civile durante l’espletamento del suo ruolo pubblico. Mi aspetto che il sindaco, garante del buon andamento della P.A. e del l’imparzialità, faccia piena luce su questa storia sia di fronte alle autorità, che in Consiglio Comunale.

Davide Brugnoli

 

 

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