Velletri 2030 riguardo scelta Amsterdam per selezione EMA:”Guardiamo la differenza dei due Dossier”

Sinceramente, basta con questi UE Velletripiagnistei sul fatto che per colpa del sorteggio abbia vinto Amsterdam invece che Milano nella selezione per l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA). Ma perchè prima di commentare non si usa consultare i due Dossier. Il confronto nella qualità dei documenti presentati dalle due città  è sconfortante, almeno agli occhi dei tecnici. Tutti dovrebbero fare questo esercizio prima di scrivere e/o parlare del tema. Non è difficile, basta cliccare su i seguenti link e scaricarsi i due Dossier:Milano: https://www.consilium.europa.eu/media/21825/milan-ema-offer.pdfAmsterdam:

https://www.consilium.europa.eu/media/21805/amsterdam-ema-bidbook.pdf

Invece che imparare a lavorare è sempre meno impegnativo buttare tutto in caciara: “il problema è politico, il problema sta nel fatto che ci hanno fregati, che ce l’hanno con noi, che si è formata una coalizione contro di noi,etc etc.” Non sappiamo come siano andate queste negoziazioni politiche, ma dal livello davvero pietoso del documento presentato da Milano, in termini assoluti e in termini comparativi con Amsterdam, il sospetto è che la superficialità sia la stessa: un documento fatto male da persone che anche nelle negoziazioni politiche fanno le cose in maniera dilettantesca. Andando nel concreto, nel documento di Milano ci sono tabelle divise a metà tra una pagina e l’altra, pagine lasciate vuote a casaccio.  Per dirlo con le parole del Prof. Riccardo Puglisi: “dove pensiamo che possa andare l’Italia con tutto questo dilettantismo??”Il problema è ben noto, ma sembra che nessuno abbia il mandato per mettere in piedi un percorso formativo, partendo dalle scuole. TEMA: “come formulare un progetto in grado di competere sul piano internazionale??” Niente di più niente di meno. Esistono banche dati della Commissione Europea dove sono conservati tutti i Progetti di successo per le varie discipline. Recentemente si è tenuto a Velletri il Seminario “FondiAmo Risorse in Movimento” dove bene sono stati rappresentati questi problemi e la differenza tra “finanziamenti diretti” per i quali il processo di selezione è gestito in modalità trasparente direttamente da Brussels e “finanziamenti indiretti” per i quali il processo di selezione è gestito in modalità meno trasparente da Ministeri e Regioni.Sarebbe certamente una forzatura, mettere in relazione con i nuovi indirizzi del governo olandese la monetina che ha favorito Amsterdam e condannato Milano nella localizzazione dell’Agenzia Europea del Farmaco. Però uno sguardo al documento programmatico “Confidence in the future” dell’esecutivo dei Paesi Bassi guidato da Mark Rutte è indicativa di un diverso modo di fare politica, meno improvvisato su singoli eventi e più attento al medio e lungo termine.Per concludere, una curiosità. In una recente intervista di Milena Gabanelli al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, su vari temi, tra cui l’assegnazione EMA, Tajani afferma” Non intendo criticare singole persone, dico soltanto che noi non ci rendiamo conto che le grandi decisioni si prendono sempre di più a Bruxelles, e meno a Roma. Siamo sempre troppo preoccupati di quello che succede a Casalecchio di Reno o a Velletri, mentre qui non abbiamo una vera presenza organizzata, e questo si riflette su tutto, non solo sull’EMA. I deputati europei invece di stare qua, si preoccupano del loro collegio, le pare normale? I tedeschi comandano perché sono più presenti, più efficaci, combattono sullo zero virgola, cosa che noi italiani non facciamo. Lo spazio bisogna conquistarselo”.

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