Ancora eccessivi livelli di ozono nelle città. Lo conferma rapporto annuale ISPRA su “Qualità dell’Ambiente Urbano”:

Il Rapporto annuale ISPRA sulla “Qualità dell’Ambiente Urbano”, mette ancora in evidenza che per quanto riguarda la qualità dell’aria nelle città, i livelli di PM10 e di ozono sono ancora oltre la norma, in ben 34 aree urbanizzate, gran parte di queste localizzate nel bacino padano.
ISPRA ambiente ozonoSu 119 comuni analizzati dal rapporto, 85 risultano caratterizzati da frane, mentre 34 ricadono prevalentemente in aree di pianura, mentre le più alte percentuali di suolo consumato rispetto alla superficie territoriale si raggiungono, al 2016, a Torino 65,7%, Napoli 62,5%, Milano 57,3% e Pescara 51,1%. Tra il 2012 e il 2016 è la città di Roma, con oltre 13 milioni di euro all’anno a sostenere i costi massimi più alti in termini di perdita di servizi ecosistemici, seguita da Milano con oltre 4 milioni di euro all’anno.
Il 90,4% delle acque di balneazione è classificato come eccellente e solo 1,8% come scarso. Su 82 Province, 50 detengono solo acque eccellenti, buone o sufficienti e, in particolare, 26 hanno tutte acque eccellenti. In generale, comunque, il numero di acque eccellenti supera l’80% del totale provinciale in 65 casi.
Le percentuali di verde pubblico sulla superficie comunale restano piuttosto scarse, con valori inferiori al 5% in 96 dei 119 città analizzate, diminuiscono inoltre le aree agricole, altro importante tassello dell’infrastruttura verde comunale: il trend della superficie agricola utilizzata negli ultimi 30 anni è negativo in ben 100 dei 119 comuni indagati.
Il numero delle auto da euro 0 ad euro 2 rimane ancora troppo alto, quasi 10 milioni, sugli oltre 37 totali. Stenta a crescere la mobilità pedonale o l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti in città, nonostante secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, spostarsi regolarmente a piedi e in bicicletta per 150 minuti a settimana con attività fisica di intensità moderata, riduce per gli adulti tutte le cause di mortalità di circa il 10%.

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