Alla scoperta di uno degli uccelli europei più comuni: il pettirosso

pettirosso Parco
Foto di Marcello Serafini

Il Pettirosso (Erithacus rubecula) è un piccolo uccello europeo molto comune, è facile avvistarlo nel periodo invernale anche in zone antropizzate, in quanto a causa delle basse temperature si avvicina a balconi e davanzali in cerca di cibo. Molto vivace, se qualcosa attira la sua attenzione si muove sul terreno con lunghi balzi arrestandosi all’improvviso in posizione eretta, scuotendo ali e coda come per mettersi in mostra.
Piccolo passeriforme dalla forma rotonda e dai grandi occhi espressivi, il pettirosso è lungo circa 14 cm, ha il dorso di un colore bruno-oliva, ventre bianco, sottili zampe rossicce e un’inconfondibile macchia rosso-arancio su petto e faccia, che caratterizza maschi e femmine della specie dai tre mesi di vita in su. È insettivoro e si alimenta generalmente a terra, per questo spesso quando si lavora in giardino e si rigira la terra il pettirosso si avvicina all’uomo per cercare vermi o insetti di cui è ghiotto anche se in inverno non disdegna semi e briciole. La sua dieta in realtà è varia: si nutre principalmente di piccoli molluschi, lombrichi, insetti e larve, ma è ghiotto anche dei frutti che offre il bosco: bacche, more, mirtilli, ribes, fragole, lamponi.
La specie è diffusa non solo in Europa è resistente e caratterizzata da una spiccata capacità di adattamento a diversi ambienti, anche se predilige aree alberate non troppo dense e fresche. Nidifica nei buchi o nelle spaccature di alberi, ai piedi delle siepi, nell’edera o anche in vecchi oggetti lasciati dall’uomo, il nido ha in genere una forma tonda.
Nonostante l’aspetto apparentemente mansueto, il pettirosso è estremamente aggressivo e territoriale nei confronti dei suoi simili e di altre specie di piccoli uccelli. Non è raro osservarlo mentre scaccia chiunque osi avvicinarsi al suo regno; gonfiando e mostrando minacciosamente il petto color fuoco, scuotendo ali e coda, oscillando da una zampa all’altra ed emettendo un cinguettio particolare, in segno di avvertimento.
Il suo canto melodioso ha ispirato scrittori e musicisti, venne imitato da Chopin nel tema principale della “Grande polonaise brillànte”, da ciò l’abitudine di chiamare il pettirosso “Chopin dell’aria”. Secondo una leggenda il pettirosso si sarebbe insanguinato il petto tentando di rimuovere con il becco la corona di spine che circondava la testa di Gesù Cristo sulla croce, per questo motivo il petto sarebbe rimasto macchiato di rosso. Associato ad antico simbolo dell’anno nuovo, è colui che facilita il passaggio dall’inverno alla rinascita.

 

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