Come si comportano gli animali selvatici d’inverno

La fauna selvatica si adatta alle variazioni della temperatura, ma l’inverno rappresenta un periodo difficile, sia per il freddo, sia per la carenza di cibo. Per affrontare questi mesi, gli animali mettono in atto due strategie di base: adeguano la loro fisiologia, il loro aspetto e i loro comportamenti al nuovo ambiente; oppure migrano lontano.
animali selvatici invernoLa prima strategia è forzatamente adottata da tutte le specie che non sono in grado di compiere grandi spostamenti quali anfibi, rettili e molti mammiferi. La seconda, invece, è tipica di molti uccelli, capaci di effettuare spostamenti notevoli grazie al volo. Gli animali che restano, adottano delle trasformazioni e dei comportamenti essenziali per sopravvivere: il primo è vestirsi di un abito caldo e possibilmente mimetico: cioè la sostituzione del manto estivo con un soffice e folto mantello invernale. La muta solitamente interessa i mesi autunnali e spesso comporta una diversa colorazione del mantello al fine di renderlo più mimetico agli occhi dei predatori.
Il secondo riguarda le tecniche per procacciarsi il cibo, altro stratagemma messo in atto da molti animali è l’accumulo di scorte. Possono essere “interne” sotto forma di depositi di grasso in alcune parti del corpo o “esterne”, o veri e propri magazzini di cibo. Le specie che accumulano grandi quantità di grasso sottocutaneo solitamente in autunno presentano una fase cosiddetta di “iperfagia” durante la quale mangiano molto più del solito e per più tempo. Il grasso accumulato oltre che da riserva di cibo funge anche da formidabile strato isolante. Gli ungulati, si adattano a mangiare quello che c’è: erba secca, ramoscelli, licheni e talvolta anche la corteccia di giovani piante, questo cibo “povero” apporta quel minimo di energie che serve loro per sopravvivere.
Il terzo consiste nel ridurre il più possibile l’attività motoria e non sprecare energia che può significare avere salva la vita. L’ibernazione è uno stato estremo di inattività, di riposo, con funzioni vitali ridotte al minimo. Viene tipicamente adottata dagli animali a sangue freddo, che non sono in grado di mantenere una temperatura costante del corpo ed adeguano la propria a quella dell’ambiente in cui vivono. Si tratta di vertebrati, anfibi e rettili.  All’avvicinarsi dell’inverno questi si ritirano sottoterra o nella melma del fondo di laghi e torrenti ed entrano in questo stato per lunghi mesi in attesa di tempi migliori.
Per i mammiferi parliamo, invece, comunemente di letargo, un sonno profondo e prolungato che consente di “dormire” quando non vi è nulla da mangiare e di risvegliarsi quando il cibo torna ad essere abbondante.
Durante l’inverno l’osservabilità di molti animali aumenta: la visibilità è maggiore perché cespugli e piante sono privi di foglie è quindi anche più facile individuare tracce, che segnalano la loro presenza. Si tratta di un periodo delicato per gli animali, risulta quindi importante osservarli senza disturbarli. Dobbiamo sempre tener presente che gli animali sono in perfetto equilibrio con l’ambiente in cui vivono e che interventi esterni non sono necessari e possono addirittura rivelarsi pericolosi per la loro incolumità.
A questo proposito è importante seguire alcune regole per instaurare una buona convivenza:
se scorgiamo un animale da lontano, non avviciniamoci, in modo da evitarne la fuga;
se ci imbattiamo in un animale cerchiamo di allontanarci con calma, anche se pensiamo che sia malato o in difficoltà, eventualmente segnaliamolo al Parco;
se troviamo delle tracce non seguiamole, potremmo costringere l’animale alla fuga dalla zona in cui sta riposando;
durante le escursioni, utilizziamo i sentieri tracciati e conosciuti, evitando di inoltrarci in posti dove l’animale riposa, rischiamo di spaventarlo e costringerlo a fuggire;
per le passeggiate nel bosco, se portiamo il cane,  teniamolo al guinzaglio, a lui piace giocare, ma gli animali selvatici non lo sanno, per loro è un predatore;
quando ci inoltriamo nel bosco, cerchiamo di farlo in modo rispettoso, evitando schiamazzi;
evitiamo il foraggiamento: fornire cibo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, può risultare dannoso. Le mangiatoie rappresentano un punto di attrazione e concentrazione in cui si possono diffondere malattie, inoltre un cambio di dieta in un periodo difficile può avere effetti negativi sull’animale.
L’inverno è un momento importante nelle dinamiche relative all’ecosistema, le nostre attività a contatto con la natura possono scontrarsi con il bisogno di tranquillità degli animali, è perciò fondamentale che l’uomo non alteri gli equilibri che la natura ha sviluppato.

 

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