“Vieni via”, il nuovo romanzo di Nicola Viceconti

Sesta esperienza di narrativa impegnata per lo scrittore Ciampinese

È disponibile anche nelle librerie italiane il nuovo romanzo, “Vieni via” (Ensemble Editrice), di Nicola Viceconti, lo scrittore ciampinese esponente di una narrativa da anni incentrata sulle tematiche della memoria e dell’identità. Il testo, da poco presentato all’Ambasciata del Messico a Roma, già pubblicato in lingua nel 2016, in Spagna (Chiado Editorial – https://www.youtube.com/watch?v=BQaVJU3u1pg) e presentato alla Fiera Internazionale di Lisbona 2017, è risultato primo classificato alla XXXIII edizione del “Premio letterario Città Cava de Tirreni ”. Con tale romanzo, la Giuria ha riconosciuto all’autore Ciampinese la capacità di narrare in modo avvincente i temi attuali e sfidanti della libertà, dell’ideologia e dell’amore.

In questa sesta opera, il respiro internazionale che caratterizza la produzione letteraria di Viceconti si sposta dall’Argentina per focalizzarsi su tre paesi, attraverso un viaggio di settantuno di giorni che il protagonista compie percorrendo due continenti, alla ricerca della propria donna amata. Tale esperienza lo porterà a rivolgere il proprio sguardo dentro se stesso per ricomporre “pezzi di vita” tra convinzioni, illusioni, scelte ideologiche e dirottamenti.

Ecco anche l’ultima intervista dell’autore rilasciata alla giornalista Silvia Leuzzi.

Come nasce questo libro?
nuovo romanzo di Nicola VicecontiNasce dal triplice obiettivo di voler dare voce a una tipologia di militanti o di persone che nel vortice e nella passione dell’ideologia hanno dato se stessi e la vita; di rappresentare un ventaglio di possibilità di impegno civile e politico; di offrire ai miei lettori un stimolo di riflessione sull’ideologia dal punto di vista filosofico e sociologico.

Qual e’ la storia da cui hai tratto ispirazione?
In letteratura e nel cinema esistono diversi esempi di narrazioni dedicati alle tematiche in questione che si agganciano al periodo storico della guerra fredda o della guerra di Spagna. Il romanzo, inoltre, riporta in chiave romanzata alcuni fatti storici del Messico degli anni 40 e della fine degli anni ’60. L’ispirazione a scrivere “Vieni Via” é stata poi favorita da un interessante incontro con un pittore messicano conosciuto per caso, e oggi scomparso, con il quale ho approfondito in particolare la strage di Tlachelolto, nella quale persero la vita oltre 200 studenti appartenenti al movimento studentesco messicano.

Quanto di te, del tuo vissuto di uomo e di scrittore, c’e’ di Franco Solfi?
Se parliamo di Franco Solfi dal punto di vista ideologico e militante, devo riconoscere che questa tipologia di personaggio – utilizzato soprattutto nei romanzi “a chiave” – è meramente funzionale alla possibilità di offrire ai lettori più aspetti del tema socio-politico trattato. In questo senso, dovendo accostarmi a uno dei personaggi presenti nel testo, sicuramente sento di identificarmi con Irina, che ha privilegiato una modalità di impegno coerente con il suo tempo e contestualizzato con la società alla quale appartiene.
Se invece consideriamo Franco Solfi per la sua capacità di amare, non posso non riconoscere in questo personaggio un esempio di amore maturo e sublime.

Quanto ti e’ stata utile la finzione favolistica, per scrivere sulla verità?
Lo strumento della fiction ha il potere di fotografare la storia da una diversa inquadratura. La personale predilezione per questo genere di racconti mi consente di offrire un messaggio di verità, che pur rispettando quella storica vissuta sulle persone in carne ed ossa, si arricchisce del valore aggiunto di un’ulteriore verità, quella scaturita dal rapporto con il lettore. Il patto di fiducia con quest’ultimo é garante della coerenza del messaggio.

Secondo te è azzardato dire che Franco Solfi e’ un simbolo di un pezzo d’Italia; le cui disillusioni hanno oggi distrutto, in parte o del tutto, la voglia e l’entusiasmo verso la politica, prova ne e’ il grande partito dell’astenzionismo?
Credo che il fenomeno dell’astensionismo sia molto complesso e generato da più variabili in gioco. In alcuni casi la disillusione ideologica “potrebbe” sfociare in un generale senso di disinteresse e distacco per la politica, ma al contempo – come sostiene anche il poeta Robledano nella postfazione – potrebbe generare forme di militanza rinnovate e conformi a un diverso contesto storico. Nascono quindi altre forme di partecipazione.

I tuoi libri e questo più degli altri, esprimono un’esortazione positiva alla forza interiore di ognuno di noi, mettendo al centro di ogni evento la capacita’ tutta umana di risorgere anche dall’inferno piu’ oscuro. quanto delle tue esperienze di vite ha influenzato lo scrittore e i suoi protagonisti?
Ognuno di noi nella vita attraversa periodi difficili nei quali la capacita di risorgere spunta in modo inaspettato. Si tratta di elaborazioni, spesso inconsce o favorite da eventi esterni come il biglietto ritrovato da Franco Solfi in un vecchio cappotto. Per quanto riguarda le influenze personali sull’essere scrittore e sulle caratterizzazioni dei personaggi, inevitabilmente chi scrive veicola nella propria produzione letteraria aspetti indelebili del proprio essere. Lo scrittore, soprattutto di romanzi ad ambientazione storica dedicati a tematiche sociali come quelle contenuta in “Vieni via”, dissemina nel testo anche il proprio modo di intendere la vita nonché un sentimento di positività e di speranza.

In considerazione della distribuzione del romanzo in alcuni paesi ispanici e del respiro internazionale della trama, ci sono iniziative in previsione in questo 2018?
Sono in attesa di conferma da parte della casa editrice portoghese Chiado editorial per la partecipazione alle fiere del libro di Madrid e di Barcellona. Inoltre, ho da poco confermato la partecipazione al Primo Festival internazionale di poesia e letteratura che “El Arbol del Saber” sta organizzando nello stato di Veracruz in Messico.

“Vieni via” è reperibile sulla rete al sito della casa editrice: http://www.edizioniensemble.it/prodotto/vieni-via/.

Nicola Viceconti vive a Ciampino (Roma), lavora come sociologo. Ha al suo attivo sei libri pubblicati da varie case editrici, sia in Italia che in Spagna e Argentina.
“La Camera dei Deputati della Provincia di Buenos Aires, nella seduta del 20 maggio 2015, ha rilasciato allo scrittore e sociologo italiano Nicola Viceconti il prestigioso riconoscimento di “Visitante Ilustre” per la capacità di mantenere viva la memoria del popolo argentino attraverso i suoi romanzi che rappresentano differenti realtà e momenti storici centrali della cultura contemporanea e politica.

Nicola Viceconti è da annoverare tra i pochi scrittori stranieri che con impegno e passione ha messo in risalto gli orrori dell’ultima dittatura argentina, contribuendo in tal modo, con spirito obiettivo, a diffonderne la conoscenza” (Comunicato Stampa dell’associazione 24 Marzo Onlus – 25 maggio 2015).

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