Risparmio: aspirazioni degli investitori e realtà

Quando si parla di risparmio e investimenti, specialmente negli ultimi anni, ci si imbatte spesso in discussioni relative a sogni di rendimento troppo elevati, ambizioni fuori scala e azioni avventate. Del resto, in una fase così incerta e delicata dell’economia mondiale, a guidare le scelte dei risparmiatori sono sempre la paura e la fretta, cosa che si riflette negativamente sulla gestione del loro capitale. In poche parole, si privilegia l’emotività piuttosto che il realismo, che in finanza è sempre l’arma più giusta da usare.

risparmioRisultato: gli investitori di mezzo mondo, compresi ovviamente quelli italiani, si concentrano troppo sui risultati di investimento di breve termine (in genere guardano gli ultimi sei mesi) e nutrono un falso senso di sicurezza riguardo agli investimenti passivi come gli Etf, ovvero i fondi che replicano l’indice. Lo dice la ricerca Global Financial Advisors Survey 2016 del Natixis global am, dalla quale emerge che “per i consulenti finanziari italiani i risparmiatori hanno aspettative di rendimento non realistiche, sono orientati eccessivamente al breve periodo e hanno ancora errate convinzioni sugli strumenti finanziari”.

Del resto, come si legge anche nel Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane di settembre 2016 della Consob, pare che “molti italiani ignorino ancora alcune nozioni finanziarie di base, come il rapporto tra rischio e rendimento”. Insomma, i risparmiatori non sanno risparmiare e, cosa peggiore, non seguono neanche le direttive dei consulenti finanziari. Nell’indagine di Natixis si legge che “i consulenti in Italia pensano che i loro clienti possano ottenere ritorni del 3,4% nel lungo periodo.

Gli investitori, invece, dichiarano di aver bisogno di rendimenti del 9,9% annui per raggiungere i loro obiettivi. Questo divario nella percezione tra investitori e consulenti potrebbe essere dovuto a quella che si definisce la trappola delle emozioni”. Sta di fatto che, secondo la ricerca, i maggiori errori che i consulenti attribuiscono agli investitori sono “assumere decisioni di investimento sull’onda emotiva (63%), avere aspettative di rendimento non realistiche (51%) e focalizzarsi troppo sui movimenti di breve (44%)”.

Dai dati emerge come non siano la volatilità o i mercati a preoccupare i consulenti, quanto il modo in cui i risparmiatori reagiscono a incertezza e cattive notizie. Investire i propri soldi e, eventualmente, vedere fruttare i propri risparmi è l’aspirazione di molti. Le stesse persone però non hanno ancora compreso al meglio come funziona questo mondo. Capirlo in tempo è l’unico modo per salvare il proprio portafoglio.

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