Ciampino, il Sindaco Giovanni Terzulli chiarisce quanto avvenuto stamattina in Consiglio comunale: “non mi sono dimesso”

Dimissioni Giovanni Terzulli: il Sindaco di Ciampino chiarisce su Facebook “Non mi sono dimesso”

Ha dichiarato di non essersi dimesso, Giovanni Terzulli, Sindaco di Ciampino e ha chiarito quanto accaduto stamane, in Consiglio Comunale, scrivendo, sul social network più famoso del mondo, le motivazioni per il quale non sarà più Primo Cittadino. Terzulli ha, infatti, voluto precisare di non essersi dimesso, ma quattro sono i pareri negativi reiterati anche sugli emendamenti da parte del collegio dei revisori dei conti, mettendo l’accento soprattutto sul parere negativo riguardo la proposta di consiglio della dirigente al settore economico finanziario. Dunque niente bilancio di revisione, sarebbe questo il motivo che ha portato Terzulli a lasciare il suo incarico.

Il Sindaco di Ciampino racconta la sua versione circa le sue dimissioni con un post su Facebook

Di seguito queste le parole, postate dal quasi ex Sindaco sulla sua pagina Facebook:

Credo che per le dichiarazioni ufficiali, sia giusto attendere qualche ora per poter meditare le parole giusto. Però visto che i soliti leoni da tastiera, nella giornata di oggi non si sono sottratti dalla consueta abitudine di inventare fantasiose ricostruzioni della realtà, sento la necessità di esporre i fatti: la maggioranza che mi sostiene in consiglio comunale ed il sottoscritto, abbiamo deciso di ritirare i punti all’ordine del giorno del consiglio, ovvero il bilancio di previsione 2018-2020.

La motivazione è molto semplice, sono i quattro pareri negativi reiterati anche sugli emendamenti da parte del collegio dei revisori dei conti ed in modo particolare il parere negativo sulla proposta di consiglio della dirigente al settore economico finanziario.

Mi sono dimesso? No assolutamente, ho comunicato alla prefettura quanto accaduto, ed essendo fuori tempo massimo per l’approvazione del bilancio di previsione, la prefettura inizierà in queste ore la procedura di scioglimento del consiglio comunale con conseguente nomina del commissario prefettizio.

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