Legge di bilancio 2016 e scuola: in arrivo novità per i docenti precari

La prossima Legge di bilancio, da presentare entro il 15 ottobre e da approvare inderogabilmente prima del 4 dicembre, parlerà molto di scuola. Non chiedevano di meglio le migliaia di insegnanti precari in attesa da anni di una sistemazione per la loro situazione e che finalmente possono tornare a sperare in qualche intervento da parte del Governo che risolva la questione.

legge di bilancio 2016Quest’ultimo è chiamato a costruire un percorso di assunzione che regolarizzi una volta per tutte gli 80mila precari rimasti fuori dal selettivo concorso a cattedre del 2016 ed esclusi finora – si parla di due anni ormai – dal programma della “Buona scuola”.

La Legge di bilancio andrà incontro ai precari di seconda fascia, per i quali si aprono nuovi spazi di manovra. Come recentemente ricordato sia dal capo segreteria del sottosegretario del MIUR Faraone, Marco Campione, che dalla responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi, parte adesso “una fase transitoria” per i precari che dovrebbe portare in un triennio alla loro stabilizzazione definitiva dopo anni di insegnamento diretto e di continue specializzazioni.

Ma come potranno essere via via selezionati e assunti, a partire dal primo settembre 2017, gli ottantamila precari? Attraverso “forme concorsuali”, spiegano i tecnici del ministero, che però non si sbilanciano in spiegazioni troppo nel dettaglio. Non si sa, ad esempio, se saranno bandi nazionali o provinciali, ma di sicuro non avranno le dimensioni dei concorsi triennali e separeranno nettamente la fascia dei docenti delle scuole medie e superiori, da quella degli insegnanti di scuole per l’infanzia ed elementari.

Nel frattempo il Governo sta già provando a trasformare 25mila supplenti, in 25mila cattedre, ma le resistenze da parte del Ministero delle finanze sono ancora molte. La tesi del Miur è la seguente: l’unica spesa con queste assunzioni aggiuntive sono i due mesi di luglio e agosto, due stipendi che non vengono pagati ai supplenti licenziati a giugno e riassunti a settembre, In totale fanno 200 milioni di euro l’anno a partire dal 2018 e fino al 2031.

La Ragioneria di Stato replica: no, in conto perdite bisogna calcolare tutto l’anno di stipendio, 600-700 milioni per l’intera platea. Questo ragionamento non tiene però conto che, assumendo 25mila docenti, si smette di pagare 25mila supplenti. Fermi su queste posizioni, i due fronti proseguono il loro personale braccio di ferro, in attesa della Legge chiarificatrice. Intanto, i docenti continuano ad aspettare.

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