La polizia smantella sodalizio criminale familiare ad Albano

Era già stato arrestato dagli investigatori del commissariato di Albano nell’ottobre del 2017 perché trovato in possesso di quasi 2 etti di cocaina. Convalidato l’arresto, il Tribunale di Velletri lo aveva posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione immersa in una area boschiva di Rocca di Papa. Tale situazione non risultava ostativa a M.L. di anni 45 che aveva continuato ad esercitare l’attività di spaccio di stupefacenti nell’area dei Castelli Romani. Ancora agli arresti domiciliari infatti, veniva trovato in possesso di una cospicua quantità di hashish abilmente celata in una cavità del camino della propria abitazione.

Non potendo esercitarla in prima persona, M.L. dirigeva dal luogo di reclusione l’attività di spaccio, utilizzando per gli ordini e le riscossioni della vendita della cocaina, la madre, la figlia e la compagna, mentre, per la consegna a domicilio, il compito era demandato ad amici fidati. Ancora dal luogo di reclusione non lesinava gravi minacce telefoniche a coloro che non risultavano in regola con i pagamenti dello stupefacente.

Le indagini durate alcuni mesi, grazie ad intercettazioni telefoniche ed a servizi di osservazione, svelavano l’intrinseco di tale attività illecita. All’esito dell’attività investigativa svolta, agenti del commissariato di Albano e della Squadra Mobile, davano esecuzione ad una Ordinanza di Applicazione Cautelare del Tribunale di Velletri, traendo in arresto M.L. di 45 anni, M.C. di anni 20 e P.G. di anni 44.

Nel contesto della stessa attività venivano eseguite 8 perquisizioni nei confronti di altrettante persone che, a vario titolo, hanno concorso nell’attività di spaccio. Durante una di queste, A.P. di anni 39 abitante in Grottaferrata, veniva tratto in arresto. Nel corso della perquisizione gli agenti hanno sequestrato alcune piante di marijuana, coltivate nel giardino di casa, 200 grammi di hashish, 20 grammi di marijuana e materiale per il confezionamento e vendita al dettaglio dello stupefacente.

Fonte: Questura di Roma

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