Parco Regionale dei Castelli Romani, proposte di educazione ambientale per l’anno scolastico 2018/2019

Proposte di educazione ambientale per l’anno scolastico 2018/2019 al Parco dei Castelli Romani

Nel mese di Settembre riprende per tutti gli studenti l’avventura tra i banchi di scuola. Gli studenti dovranno confrontarsi tra le varie materie del curriculum scolastico con l’educazione ambientale, divenuta ormai materia obbligatoria. A questo proposito il Parco dei Castelli Romani propone alcune attività ideate dall’Ufficio di educazione ambientale, diversificate per ordine e grado, seguite e messe in pratica nel corso del prossimo anno scolastico 2018/2019, dal Personale addetto alla didattica e dai Guardiaparco dell’Ente.

Proposta di educazione ambientale al Parco regionale dei Castelli Romani per il nuovo anno scolastico, 2018-2019
Le proposte di educazione ambientale del Parco regionale dei Castelli Romanisi inseriscono nel più ampio programma strategico della Direzione Ambiente e Sistemi Naturali della Regione Lazio “Gens 2.0”. L’obiettivo è divulgare le finalità dell’istituzione delle Aree naturali Protette, promuovere la loro conoscenza e fruizione e incentivare forme di partecipazione.

L’educazione ambientale è una delle attività fondamentali di un Ente Parco. Il Parco dei Castelli Romani da sempre propone progetti ed attività educative il cui obiettivo non è soltanto far conoscere la natura ma, attraverso l’esperienza diretta, creare un legame affettivo con l’area protetta, che faciliti l’assunzione di comportamenti responsabili.

Il Parco propone progetti nei quali i bambini e i ragazzi possano essere impegnati in attività ludiche e dinamiche. L’obiettivo è quello di avvicinare i bambini e i ragazzi al mondo naturale, riscoprendo il gusto del gioco, dell’esplorazione, dell’avventura.
È importante acquisire un rapporto “affettivamente” positivo con la natura attraverso esperienze dirette che siano in grado di mettere in moto le sensibilità e che ridefinisca i contorni del rapporto di ognuno con il “naturale” che, troppo spesso, nella cultura dominante, viene lasciato sullo sfondo

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