Velletri – Straordinaria risposta popolare alla candidatura a Sindaco di Giorgio Greci

Straordinaria partecipazione popolare nella mattinata di domenica 11 dicembre alla presentazione della candidatura a sindaco del dottor Giorgio Greci, in vista delle Comunali veliterne del 2018. Non sono bastati i quasi 600 posti, tra platea e galleria, del Teatro ‘Ugo Tognazzi’, a contenere i tantissimi cittadini accorsi per ascoltare i suoi propositi di rilancio per una Velletri che, lo ha ribadito a più riprese l’attuale capogruppo della Lista Live, ” dovrà essere messa nelle condizioni di rialzare la schiena, con orgoglio e senso d’appartenenza”. Tanti coloro che hanno seguito in piedi l’intero evento di presentazione della sua candidatura, tanti altri quelli costretti a restare fuori, ‘vittime’ di una risposta popolare così massiccia.

 

giorgio greci sindaco velletriNei suoi interventi Greci ha saputo toccare le corde dei cuori dei presenti, presentato e sollecitato dalla puntuale e valente Tiziana Mammucari, inframmezzato dagli interventi dei tanti che hanno voluto far sentirgli il proprio calore e il proprio sostegno. Senza lasciare spazio ad alcun appiattimento sugli impacci di chi ha governato sinora, Greci ha preferito puntare forte su cosa e quanto c’è da fare per far si che “la città torni ad essere la perla dei Castelli Romani ed un faro per tutto il territorio circostante”. Lo ha fatto confermando la presa di coscienza della necessità di scendere in campo in prima persona per il bene della propria comunità, portando in dote l’esperienza, l’educazione e la caparbietà maturate nell’esercizio della sua professione.

 

 

Tanti i messaggi di affetto rivolti ai cittadini: “Una presenza, la vostra – ha dichiarato in apertura – che mi sprona e mi incoraggia ancor di più a spendermi pubblicamente per il bene collettivo e le istanze di tutti, comprese associazioni e comitati. Insieme andiamo a suggellare l’inizio di un nuovo percorso che, mi auguro, possa veder sempre più cittadini salire su questo treno che, di stazione in stazione, di giorno in giorno, con passione, dedizione e senso civico, dovrà portare chi ci crede davvero a rivoluzionare una città che ha bisogno di gente che aspiri ad amministrarla con la voglia di migliorarla sino in fondo, esaltandone le prerogative e smussando tutti quegli angoli oscuri dove si annidano i disservizi e il disinteresse. Una città, Velletri, che amo profondamente, che mi ha visto ragazzo ed ora uomo, aggirarsi nei suoi vicoli, alle pendici del suo monte o nella vastità delle sue campagne, sempre e solo col desiderio di riportarla agli antichi fasti, quelli di una città i cui natali si perdono nei millenni, prima ancora degli albori della Città Eterna. Una città che può e deve tornare agli antichi fasti, recitando un ruolo di primo piano nei Castelli Romani e in tutto l’hinterland romano, incastonata in una Città Metropolitana della quale Velletri può tornare ad essere il faro. Per farlo bisognerà rialzare la schiena e tenerla bella dritta, riacquisendo innanzitutto l’orgoglio e la fierezza di sentirsi velletrani, come tutti noi ci sentiamo e ci piace essere chiamati. Il mettersi a capofitto su un progetto di rilancio, rimboccandoci le maniche ed escogitando soluzioni che siano davvero decisive, non ci spaventa affatto. Sono qui per restituire una speranza nel domani di una città cui interi versanti sono in sofferenza, dalle famiglie, che non sempre hanno trovato le opportune risposte dalle politiche sociali, al commercio, che è in profonda sofferenza non solo per le contingenze di questo preciso momento storico. Stesso dicasi per gli artigiani, completamente dimenticati dalle ultime Giunte, per arrivare ai giovani, spesso messi all’angoletto dal disinteresse generale nei loro confronti. Mi rendo conto che l’impegno che assumo oggi, dinanzi a ciascuno di voi e, col vostro tramite, dinanzi a tutta la città, è un impegno importante e probante”.

 

Dopo la proiezione di un video che ha catturato l’attenzione dei presenti per il suo impatto emozionale alcune slide hanno accompagnato quelli che potranno essere i primi tasselli di un impianto programmatico che, lo ha ribadito a più riprese lo stesso Greci, “andrà costruito in maniera corale”. “In primo piano dovranno esserci le battaglie legato allo sviluppo economico e alla mobilità, all’abbattimento delle barriere architettoniche e al rilancio del comparto agricolo ed artigianale, passando per le politiche sociali e giovanili, senza dimenticare il recupero urbanistico e il rilancio del centro storico, nonchè il decoro urbano e la sicurezza, passando per il commercio e la valorizzazione dell’esistente, a partire da prodotti tipici di una città che ha tanto da vantare e tanto da esaltare”. 

 

A supportare fattivamente il progetto, che lo stesso Greci ha rimarcato dover essere “inclusivo, spingendo chiunque a mettersi in gioco per cambiare l’inerzia della città”, sono saliti sul palco, con entusiasmo e spirito di sostegno, diverse personalità del territorio, a partire dal primario del Pronto Soccorso, il dottor Antonio Romanelli, per arrivare al delegato del Coni, il professor Antonello Cipriano, salito sul palco come responsabile per Velletri del Comitato Paralimpico, che si occupa di promuovere l’attività sportiva per i disabili.

Attestati di stima per l’amico Giorgio Greci anche da Maria Grazia Tetti, che ne ha decantato le lodi umane e professionali, esaltandone la mentalità vincente, e del cantante ed artista Graziano Cedroni, che ha scomodato una metafora calcistica per garantire il suo totale appoggio alla causa, individuando proprio in Greci “la persona giusta per assicurare a Velletri il tanto atteso cambio di passo, in una realtà, come quella cittadina, in cui le persone, e le loro capacità, debbono venir prima di tutto”. Particolarmente applauditi i due interventi di Gianmarco Tognazzi, la cui presenza in sala ha favorevolmente colpito i presenti, che ne hanno apprezzato il calore e il sostegno all’impegno del noto cardiologo veliterno. Tognazzi ha ricordato come Velletri sia nel tempo stata scelta da personaggi importanti, da Vittorio Gassman a Gian Maria Volontè, passando ancora per Eduardo De Filippo ed  Anna Magnani, come pure per Aldo Fabrizi e Franco Nero, senza dimenticare Lucio Battisti e suo padre Ugo Tognazzi. Gianmarco lo ha fatto tuttavia rimarcando quanto Velletri poco abbia fatto per valorizzare la presenza di questi personaggi.

 

“Ho lottato per tornare e stare a Velletri – ha dichiarato alla platea – perchè ritenevo fondamentale dare continuità a quanto mio padre, che riposa qui a Velletri per sua scelta, aveva fatto. La città però deve svegliarsi e deve cambiare l’approccio culturale e quel che ti invito a fare nel momento in cui diventerai Sindaco – ha concluso Tognazzi rivolto proprio a  Giorgio Greci – è di guardare con attenzione e capacità alla cultura e all’arte, perchè tralasciare il lato culturale del nostro grande patrimonio artistico ed enogastronomico è il più grande danno che un politico può fare”. 

 

Nelle battute finali, prima di essere travolto dal calore dei presenti, che non hanno mancato di abbracciarlo ed incoraggiarlo, Greci ha voluto mettere in chiaro alcuni passaggi, ritenuti fondamentali: “Non voglio prevaricare nessuno e non ho paura di confrontarmi con alcuno. Sono e rimango una persona che proviene dalla società civile, che si è messa a disposizione con umiltà e spirito di servizio. Non stopperò le ambizioni di nessuno; sono partito 18 mesi prima proprio perchè non amo le cose fatte all’ultimo minuto. Ma amo la mia città e voglio ritagliare sui suoi bisogni il nostro programma. Faccio un appello a chi abbia eventualmente le sue ambizioni a mettersi in gioco e voglia confrontarsi con me, anche con lo strumento delle Primarie: l’importante è che ci sia una regola di fondo, che si fondi su una tempistica certa, non andando oltre un anno di distanza dalle elezioni perchè non ho affatto intenzione di perdere tempo, dovendo dedicarlo totalmente ai cittadini”.

 

Quegli stessi cittadini coi quali sin da domani inizierà a mettere le basi affinchè la fatidica ‘alba del giorno dopo’ possa essere per Velletri e i suoi abitanti all’insegna di “una nuova e più virtuosa coscienza d’appartenenza, fatta di spirito identitario, orgoglio, passione e uno sviluppo comunitario in cui nessuno sia lasciato indietro”. 

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*