Il taglio del castagno nei boschi del Parco dei Castelli Romani

Addentrandoci nei boschi del Parco dei Castelli Romani, costituiti per la maggior parte da castagno, ci rendiamo subito conto che questa tipologia di albero non raggiunge mai le sue reali dimensioni (può raggiungere fino a 30 m. di altezza).

taglio del castagnoQuesto perché si tratta di boschi governati a taglio periodico (ossia taglio ceduo con trattamento a ceduo matricinato), cioè vengono periodicamente tagliati i rami che si sviluppano sul tronco (polloni caulinari), che costituisce il vero e proprio albero con le radici ancorate al terreno, da cui si originano circa 50 nuovi polloni (tra i 18 e i 35 anni di età dell’albero stesso).

I boschi subiscono tagli ciclici con turni che variano dai 18 ai 35 anni, all’interno dei quali si eseguono i tagli intercalari di sfollo e dirado dei polloni in soprannumero.

Il risultato è un bosco relativamente giovane che necessita della continua azione dell’uomo per mantenere il proprio equilibrio. I tagli possono cambiare l’aspetto del bosco, lasciando disorientato chi non conosce bene la zona e intraprende camminate lungo i sentieri segnalati e tracciati sulle carte. Se non si conoscono bene i percorsi e non si hanno buone capacità di orientamento, per evitare inconvenienti, è sempre meglio affidarsi ad accompagnatori esperti che vivono quotidianamente il territorio e che sanno ritrovare la via anche senza tutti i riferimenti necessari.

I tagli sono regolamentati dall’Area Ambientale dell’Ente, in base alla L.R. n. 39/2002, alla L.R. n. 7/2005, al Piano AIB (antincendio boschivo) 2011-2014 e alle Misure di conservazione previste per le ZSC, quando le aree boscate rientrano nelle Zone Speciali di Conservazione.

Ufficio stampa Parco dei Castelli Romani

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