Domenica tragica al carcere di Velletri: morti due detenuti

Il primo, 33 anni, suicida, il secondo di 50 per malore. Sappe: “questa realtà dei penitenziari italiani, al di là delle chiacchiere

Tragica domenica in carcere a Velletri: due detenuti sono morti nel penitenziario, uno per suicidio e l’altro per cause naturali. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Maurizio Somma, segretario nazionale SAPPE per il Lazio, ricostruisce i drammatici momenti:

carcere velletri sappe penitenziariaÈ di ieri la tragica notizia della morte di due detenuti italiani in carcere. Nelle prime luci dell’alba, presso l’infermeria interna del carcere, è deceduto a seguito di malore un detenuto napoletano di 49 anni, S.N., in attesa di primo giudizio per il reato di concorso in ricettazione. L’uomo poco prima era stato rinvenuto sul pavimento della propria cella e purtroppo a nulla è valso l’intervento del medico di guardia che dopo le varie manovre di rianimazione, unitamente al Personale del servizio 118 opportunamente chiamato ed intervenuto.

Nella stessa giornata di domenica, – prosegue Somma, – abbiamo registrato il decesso di un altro detenuto, C.M., originario di Velletri, 33 anni, arrestato per estorsione ed anch’esso In attesa di primo giudizio a disposizione G.I.P. Tribunale Velletri. L’uomo si è impiccato con un lembo di lenzuolo attaccato alla finestra della propria cella. Anche in questo caso, purtroppo, sono stati vani i tentativi di soccorso messi in essere dal Personale di Polizia Penitenziaria addetto al reparto isolamento e dal Medico di Guardia prontamente intervenuto.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta:

Queste due tragiche morti evidenziano come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia Penitenziaria (che purtroppo non ha potuto impedire il grave evento del suicidio) a gestire queste situazioni di emergenza. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti.

Per queste ragioni un programma di prevenzione del suicidio e l’organizzazione di un servizio d’intervento efficace sono misure utili non solo per i detenuti ma anche per l’intero istituto dove questi vengono implementati. E’ proprio in questo contesto che viene affrontato il problema della prevenzione del suicidio nel nostro Paese. Ma ciò non impedisce, purtroppo, che vi siano ristretti che scelgano liberamente di togliersi la vita durante la detenzione.

Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 165mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze, – conclude il leader nazionale del primo Sindacato del Corpo. – Il dato oggettivo è che la situazione nelle carceri resta allarmante.

Ufficio Stampa SAPPE Polizia Penitenziaria

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