Sport – Vjs Velletri, intervista al Direttore Mauro Bernardi

La Nuova Vjs Velletri, rifondata da Massimo Canini e Paolo Barbetta, ha ripreso le attività sotto i colori rossoneri con un nuovo marchio e con tanta voglia di crescere. I quasi centotrenta bambini che frequentano la Scuola Calcio, gratuita, sono un “tutto esaurito” che fa sorride il direttore Mauro Bernardi. Ma oltre la gioia di aver ridato vita al nome storico del calcio veliterno, ci sono anche i progetti futuri, i ringraziamenti e alcune precisazioni da fare. Ecco l’intervista al direttore rossonero.

 

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Mauro Bernardi

Dopo quattro mesi di attività, con la Scuola Calcio gratuita che annovera tantissimi bambini iscritti, i campionati iniziati,e tutti gli allenatori che lavorano a pieno regime, qual è il bilancio del direttore sportivo Mauro Bernardi?

Il bilancio non può essere che positivo. La società è nuova, ma allo stesso tempo con un trascorso importante racchiuso tutto nel suo nome che non ha bisogno di presentazioni a Velletri. Inoltre abbiamo trovato nel centro sportivo Maracanà una struttura professionale e di qualità. Tutto questo ci porta ad andare avanti perché vediamo che le famiglie sono contente di quello che stiamo facendo. Chiaramente i bilanci sono sempre un’arma a doppio taglio: dico che dobbiamo farli ma non a dicembre, adesso dobbiamo solo procedere con il lavoro e rispettare gli impegni. L’obiettivo è di portare bambini e famiglie a socializzare nel segno del calcio. Stiamo lavorando bene, anche se su alcune cose siamo ancora in ritardo, nel senso che potremmo fare molto di più con l’aiuto di tutti. Andando tutti nella stessa direzione possiamo crescere. Penso sia questa la strada da seguire: crescere non è un termine solo calcistico, importante è crescere a livello sportivo ma anche come professionalità nel mondo dello sport – e forse oggi sembra un marziano chi lo dice – senza volere tutto e subito. Con piccoli passi si può raggiungere l’obiettivo, quello di ricreare una struttura organizzativa forte.

 

Anche se è una società giuridicamente diversa, la vostra scelta di chiamare il club “Nuova Vjs Velletri” ha un preciso valore e significato visto il contesto e il nome. In primis, riguardo alla vecchia società traghettata fino al fallimento, viste le tante voci qual è la versione della dirigenza ultima, e in seconda battuta oggi che cosa vuol dire avere una società che si chiama “Nuova Vjs” con colori rossoneri a Velletri?

La “Nuova Vjs Velletri” nasce dall’impegno che ha preso il presidente Paolo Barbetta, a cominciare dalla volontà di recuperare il nome. E’ un nome pesante e lo sappiamo, ma a lui – e anche a me – piacciono le sfide. Sulla vecchia società vorrei fare qualche precisazione: lo scorso anno abbiamo provato a rilevare la Vjs Velletri per poterla salvare, e purtroppo non siamo riusciti, ma non calcisticamente, bensì economicamente. Abbiamo trovato porte chiuse ovunque, e fatto tanti tentativi: oggi ancora sento persone che dicono che abbiamo sbagliato, che abbiamo buttato i soldi. Tanta gente propone soluzioni o dispensa consigli che non stanno né in cielo né in terra perché l’unica cosa che ho riscontrato è la scarsa concretezza. Ho conosciuto una miriade di persone che parlavano e continuano a parlare senza cognizione di causa. Con la scusa di essere “tifosi della Vjs Velletri” in molti hanno guardato solo al loro orticello, o pensato solo ai rimborsi: quando faceva comodo erano della Vjs Velletri, quando poi c’era di mezzo il rimborso non erano più della Vjs Velletri. Ma non è colpa loro, anzi: la colpa va ricercata in dieci anni di distruzione lenta e costante dovuta a personaggi che hanno gravitato in seno alla società. Per incapacità o per altri motivi questa gente ha fatto tutto tranne che il bene della Vjs Velletri. Adesso c’è qualcuno che mi accusa di aver fatto sparire la Vjs: ribadisco che noi non siamo riusciti a salvarla solo ed esclusivamente a livello economico, perchè a livello calcistico avremmo salvato tutte le categorie compresa la Promozione che ci avrebbe visto ripescati. Forse è stato meglio così. Meglio ripartire, e per farlo ho chiamato, ricevendo subito una risposta positiva, persone veramente vicine alla Vjs Velletri che sono state Massimo Canini, Rocco Della Corte, Severino Bianchini. Loro sono i veri sostenitori della Vjs perché ciò che hanno fatto lo hanno fatto con il cuore e non con secondi fini. Mi dicevano tutti, loro compresi, di salvare la Vjs, ma io ho sempre detto che a queste condizioni sarebbe stato meglio ricominciare da zero e creare una struttura societaria nuova togliendosi questi strascichi accumulati negli anni. Adesso vedo una società sana, fatta di persone che lavorano senza preoccupazioni, e non mi trovo nella situazione dello scorso anno, quando dovevo fare buon viso a cattivo gioco per mantenere un ambiente sano. Oggi l’ambiente è sano di per sé, si collabora, ed è già questo un grande risultato.

 

C’è qualcuno che chiede, in ottica futura, notizie su un eventuale ampliamento della società inteso come l’istituzione di un Settore giovanile o di una Prima Squadra. Magari è presto per fare discorsi del genere, ma c’è già un”idea o comunque quale sarebbe, a tuo avviso, la soluzione ideale?

E’ semplice rispondere: non si può dire di no – o non pensare – all’idea di ricreare una Nuova Vjs Velletri che vada dalla Prima Squadra al Settore Giovanile, passando per la Scuola Calcio. Ma bisogna rimanere con i piedi per terra. Siamo ripartiti da zero, oggi la Nuova Vjs è fatta dai bambini di Velletri e su loro dobbiamo concentrarci. Questo processo potrebbe sembrare lungo ma nel giro di tre anni si ricreerà una società forte, non solo calcisticamente ma anche economicamente. Ciò non toglie che qualora si trovassero valide soluzioni, persone disposte ad investire, imprenditori, o società che vogliano fare calcio senza alcun lucro, con l’intento di far crescere i nostri figli, la porta sarebbe spalancata. Noi siamo aperti a tutti, come del resto lo eravamo lo scorso anno, quando non abbiamo avuto risposta da nessuno. Ribadisco fino alla noia che tutte queste società di calcio a Velletri non servono a niente se non a disgregare, ad allontanare i genitori, a mettere in competizione bambini, dirigenti, tecnici. E’ una cosa che non serve. Velletri ha 60.000 abitanti e non esiste che ci siano cinque società.

 

Se dovessi fare dei ringraziamenti, a chi penseresti?

Ringrazio in primis il presidente della Nuova Vjs Velletri, Paolo Barbetta, perché è il primo sponsor di questa società. Ringrazio tutti gli altri sponsor che ci hanno supportato e spero ci supportino negli anni a venire, ma parlare – in relazione a loro – di sponsor secondo me è riduttivo: io spero che queste Aziende che oggi ci stanno dando una mano diventino collaboratrici fisse e credano e partecipino attivamente al nostro progetto. Stiamo facendo semplicemente calcio. Voglio ringraziare anche tutti gli allenatori che hanno accettato di venire in questa società, facendo un salto nel buio, e poi tutti i miei collaboratori che mi stanno vicino e vivono giornalmente quest’avventura e cioè Massimo Canini, Severino Bianchini, Rocco Della Corte, Giovanni Spagnoli. Un ringraziamento particolare lo voglio fare a Barbara, segretaria insostituibile e competente.

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