Bibliopop: strepitoso successo della mostra Zambuto, e la via Francigena ora passa da Bibliopop

E’ afono, in questa sua giornata di piccolo trionfo personale – di critica e di pubblico li presente – il maestro Stefano Zambuto. Ma, nonostante la sottile voce roca che lo costringe a dei lapidari “grazie” o a sussurrare all’orecchio di chi comunque vuol chiedergli una parola, ha fatto in modo che emergesse il proprio messaggio.

momento della mostraInnanzitutto con l’originalità e la grandezza delle intuizioni fotografiche proposte; eppoi con un piccolo accorgimento, complice Maurizio Aversa che ha riportato fedelmente qualche suo pensiero. Indica Zambuto, che

è fin troppo evidente che ognuno di noi, in ogni aspetto della propria vita, per scelta, per convenienze, per viltà o per timore reverenziale, adotta su di se delle maschere. E questa personale rappresentazione fotografica sfida un po’ ognuno a fare i conti con quale tipo di maschera in questo momento o riflettendo a proprie situazioni, si è sentita a proprio agio o rappresentato.

Non a caso, poco dopo le 15.00, l’ora fissata per la inaugurazione, la prima cosa che si preoccupa di fare il maestro, è mettere in evidenza la frase di William Shakespeare che ha adottato per presentare il proprio lavoro artistico:

Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera adatta alle mie intenzioni.

Una particolarità, sottolineata dalla forte vena umana di Stefano Zambuto è che ha voluto dedicare il risultato di questo progetto ideato e realizzato in Camerun, a Nadia Fouman, una delle giovani modelle che coi loro volti “trasfigurati” sono protagonisti degli scatti. Infatti, Nadia è purtroppo scomparsa a 29 anni e questa, dopo il 2016, è la prima occasione che il progetto viene presentato.

Zambuto coglie anche l’occasione per ringraziare Acab/BibliPop che che ha avuto la sensibilità di accogliere 12 anni di lavoro professionale in Africa. Ringranziando altresì, i protagonisti: Nadia, Brenda, Olive, Ange‐Saturne, Dagobert, Elvire e Arnold, il cui sorriso travolgente chiude la sequenza degli scatti. La mostra è visitabile fino a sabato 22 dicembre, con gli orari collegati alla apertura della BiblioPop, mattina e pomeriggio.

A seguire, quindi senza “fermo‐immagine”, il pomeriggio di sabato 15 dicembre, è continuato con l’altro appuntamento parallelo e contemporaneo: la conoscenza del Gruppo dei Dodici. Gruppo che ora, così come altre ricche, vive, positive e propositive associazioni del territorio hanno scelto BiblioPop per proporsi alla città. In particolare il Gruppo dei Dodici, che origina da una idea di Alberto Alberti e che a Marino conosciamo per l’attività senza sosta di Giancarlo Forte, è una associazione che invita a coniugare la passione per il camminare, a quella per la conoscenza dei luoghi e della storia, senza rinunciare ad una dose di spiritualità in chi la vuole assumere.

affissione della targe via francigenaSiamo figli di tutte le storie che ci sono state prima di noi” ricorda con una sottolineatura di semplice ed efficace filosofia umanistica Alberto Alberti nello scoprire la targa che ora campeggia fuori BiblioPop a testimoniare che anche questo luogo è un centro di informazione concreta del Gruppo. Di più: ora, BiblioPop è inserita – un po’ come ha succintamente ricordato l’assessore Adolfo Tammaro intervenuto all’iniziativa – nella tratta dei Castelli romani che copre la via Francigena del sud. E proprio questo percorso, fatto di immagini spettacolari (con riprese anche da drone) è stato raccontato nel filmato realizzato dal Gruppo dei Dodici in collaborazione con Blue Hunter.

Una “camminata” di oltre ottanta chilometri che tocca la provincia di Latina (dai confini con la Campania) passando per moltissimi siti archeologici e castelli e chiese e luoghi sacri, tutti da voler visitare dopo averne avuto questo contatto visivo e descrittivo.

Dopo tanto camminare si giunge a Roma, che era lo scopo del percorso dei viandanti della Francigena, scoprendo che porta San Sebastiano, non è solo quella porta di ingresso a Roma, ma una sorta di Dazebao che nel tempo ha raccolto messaggi di chi era giunto o quasi a destinazione. Uno dei graffiti tracciati sulla parete di marmo della porta raffigura l’arcangelo Michele che è protettore di chi si incamminava e si incammina per questa via. Ed è la stessa effige che viene ritratta ora nella targa posta all’ingresso di BiblioPop.

La conclusione della serata, anche se il cammino è stato svolto solo con le immagini, è stato l’assaggio della “zuppa del Pellegrino”: minestrone a pezzi arricchito di scaglie di formaggio e pezzetti di pane tostato. Così, dopo cinque giorni di marcia, giunto a destinazione, Anselmo ha potuto rifocillarsi.

Associazione Comune Autonomo Boville

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