Quanto dura un toner per stampante?

Ti sei mai domandato se esista un modo per poter stimare quanto dura un toner per stampante? O magari hai l’impressione che la nuova cartuccia per stampante che hai appena comprato stia durando molto di più della precedente?

Si tratta di questioni piuttosto comuni per tutti coloro i quali, per motivi personali o professionali, devono fare i conti con frequenti processi di stampa, e che potrebbero dunque essere in grado di ottenere i migliori benefici conoscendo almeno in parte quale sia il funzionamento di tali consumabili.

La durata di un toner e di una stampante

Per poterne sapere di più abbiamo girato queste domande agli esperti di www.cartucce.com, tra i siti internet leader nel settore dei toner e delle cartucce originali, ricaricabili e rigenerate.

Ebbene, in primo luogo è bene ricordare che la durata di un toner non si può misurare in estensione temporale, bensì in capacità di copertura di stampa. Il toner non ha una durata prefissata nel tempo, ma ha una vita che dipende dalla sua capacità di stampare un certo quantitativo di fogli, in base a quanto toner / inchiostro contiene, e in base al tipo di stampe che vengono realizzate.

Cos’è la copertura di stampa

Quanto dura un tonerMa che cos’è la copertura di stampa di cui abbiamo appena compiuto un rapido cenno?

In sintesi, il concetto di copertura di stampa indica la quantità di toner / inchiostro che è presente su un foglio bianco di dimensioni A4, espressa in percentuale. Ti sembra tutto molto confuso? Facciamo un esempio!

Ipotizziamo che stai per acquistare una cartuccia, e che qui la casa produttrice affermi che il consumabile è in grado di stampare 300 pagine A4 con copertura di stampa al 5%. In altri termini, quella determinata cartuccia ti permetterà di stampare 300 fogli solamente se la copertura di stampa è del 5%.

Di qui, risulta importante cercare di capire se stai effettivamente stampando con una copertura al 5%, piuttosto che al 2% o al 10%.

In tale ambito, al fine di fornire un riferimento omogeneo, è stato stabilito un test di stampa che tutti i produttori devono garantire e rispettare, e che non è nient’altro che la ripetizione di un determinato carattere, di determinata grandezza, per un determinato numero di righe.

Per esempio, è possibile ottenere una copertura di stampa del 5% se vengono stampate su un foglio di carta 22 righe della lettera “E” maiuscola, con doppia spaziatura e doppia interlinea, di carattere Times New Roman e di grandezza pari a 10 punti. Utilizzando questo termine di riferimento omogeneo per tutti, è dunque possibile mettere in efficiente confronto le diverse caratteristiche delle cartucce e dei toner.

Starter kit, non un buon punto di riferimento

Infine, vogliamo condividere con i nostri lettori un breve riferimento sul c.d. “starter kit”, ovvero il toner che viene introdotto all’interno della stampante al momento dell’acquisto.

Si tratta in questo caso di un toner che non può essere messo in termini di paragone con un toner che andrai ad acquistare successivamente, per il semplice motivo che generalmente il toner venduto come starter kit è carico solamente per una piccola frazione (di norma, intorno al 20-30%) della sua capacità totale, con capacità di stampa che risulterà essere evidentemente inferiore rispetto a quella ordinaria.

Ne deriva, da quanto sopra, che la durata sarà molto più contenuta rispetto a quella che ti sarà garantita dai toner che successivamente avrai modo di acquistare. Non c’è nulla di cui stupirsi: si tratta di una scelta economica da parte delle case produttrici, e di un modo per indurti ad acquistare un nuovo consumabile il prima possibile, visto e considerato che sempre più spesso il profitto, per i produttori, non è sul dispositivo iniziale, ma sui consumi successivi.

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