Parco dei Castelli Romani, Uso illegale del veleno contro la fauna selvatica

Il veleno viene considerato a livello europeo, una delle minacce più gravi per la conservazione degli animali selvatici. Un boccone avvelenato può infatti innescare un’inarrestabile catena di morte in quanto non muoiono solo gli animali che lo ingeriscono ma le loro carcasse avvelenate rimangono delle micidiali esche pronte a colpire gli animali che se ne ciberanno. Sono centinaia i casi di avvelenamento registrati ogni anno in Italia a danno della fauna selvatica, spesso di specie già minacciate di estinzione.

Prevenire e contenere il fenomeno non è semplice, ma è necessario se si vuole salvaguardare il patrimonio naturalistico italiano e, a questo proposito, i Guardiaparco del Parco dei Castelli Romani hanno partecipato ad un corso coordinato da Federparchi, ISPRA e CUFA (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri), dove si è parlato delle conoscenze relative all’argomento e della normativa vigente, facendo riferimento ai diversi progetti LIFE che negli anni si sono occupati di questa grave problematica, in concomitanza alle misure di contrasto messe in campo. Particolare attenzione è stata dedicata all’attività delle Unità Cinofile Antiveleno gestite dal CUFA (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri), che sono attive grazie a vari progetti LIFE e costituiscono uno strumento insostituibile nella lotta all’uso del veleno.fine settimana nel Parco regionale

Di fondamentale importanza per contenere il fenomeno è la formazione di personale specializzato in grado di gestire adeguatamente i casi di avvelenamento, insieme all’azione operativa congiunta dei soggetti istituzionali interessati ed alla sensibilizzazione della popolazione per favorire la segnalazione dei casi sospetti. A questo proposito il progetto LIFE PLUTO, ha permesso di creare sei Unità Cinofile Antiveleno (UCA), che sono attive e operano in undici regioni italiane, l’intervento delle UCA, può salvare molti animali sia selvatici che domestici, permette inoltre di tutelare la salute pubblica perché le sostanze tossiche sono in grado di inquinare acqua e suolo rappresentando un serio rischio in particolare per i bambini.

Fonte: Parco dei Castelli Romani

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