Ariccia, “Mito e culto di Diana Aricina”: la conferenza

Si è tenuta sabato 19 ottobre nel pomeriggio, presso la Locanda Martorelli in Ariccia, una interessante conferenza riguardante il mito e il culto di Diana Aricina dell’archeologa Maria Cristina Vincenti che alla grande dea di Aricia ha dedicato una monografia nel 2010, conferenze e diversi articoli scientifici.

L’archeologa ha preso in esame tutte le tradizioni relative all’introduzione del culto della dea ad iniziare da quella dell’eroe greco Oreste, figlio di Agamennone re di Micene, che secondo le fonti latine collocò il simulacro di Diana Tauropolos “non lontano da Aricia”, per passare poi alla dedica del sacro recinto a Diana da parte di Ippolito figlio di Teseo re di Atene (che secondo la storiografia greca del II sec. d.C. tornato in vita divenne rex dell’antico nemus Aricinum) e a quella del dittatore tuscolano Egerio Baebio che fu riportata da Catone nelle Origines, datata tra il VI e il V sec. a.C., e che contiene un elenco di etnici di popoli latini.aperti i ponti di ariccia

Tra i reperti presi in esame anche l’iscrizione con dedica a Diana Augusta rinvenuta sull’acropoli, durante i restauri seicenteschi del Palazzo Chigi, e risalente al I sec. d.C. L’incontro è poi proseguito con lo studio dell’iconografia relativa alla dea a partire dall’analisi della moneta dell’aricino Lucius Accoleius Lariscolus del 43 a.C. dove Diana Aricina compare come un gruppo statuario triplice frontale con culto all’aperto in un boschetto di cipressi e che trova corrispondenza con le fonti che denominano Diana Aricina Trivia, Tria Virginis, Diva Triformis, Diana Triplex e con il culto di Artemis in Grecia.

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