Gestione delle risorse umane: come si forma e quali sono le principali mansioni di un HR Specialist?

Nel mondo del lavoro attuale, l’ottimizzazione delle risorse è un requisito cardine per ogni società che aspira a crescere ed evolversi. Questo processo di miglioramento del capitale umano passa attraverso una figura imprescindibile per l’ottenimento di buoni risultati e di una condizione lavorativa soddisfacente per tutti i dipendenti: l’esperto di risorse umane o, per dirla in lingua anglifona, l’HR specialist.

Ecco, in sintesi, quali caratteristiche contraddistinguono un buon professionista di questo settore:

  • capacità di mediare e risolvere controversie interne;
  • capacità spiccata di ascolto;
  • conoscenza delle leggi economico contrattuali che regolano i rapporti lavorativi;
  • conoscenza di elementi base di psicologia e capacità di instaurare rapporti empatici.

Ma vediamo subito il percorso di studi consigliato per accreditarsi nel mondo del lavoro come esperto HR.

Il percorso di studi per divenire HR specialist

Secondo i requisiti che abbiamo introdotto poco sopra, esistono 3 tipi di indirizzo universitario che orientano verso la specializzazione in risorse umane, e sono: economia, sociologia, psicologia. Ognuno di questi 3 dipartimenti fornirà l’acquisizione di alcune skill fondamentali del mestiere, trascurandone altre che pur dovranno essere colmate per l’ottenimento di una formazione completa. A tal proposito, il consiglio è quello di proseguire con un master specialistico.

Gestione delle risorse umaneCi sono diverse opportunità di rilievo nel mondo della formazione post universitaria per colmare quel gap esistente tra la fine degli studi e l’inizio di una carriera lavorativa a lungo termine. Il punto è che i master in risorse umane non sono pochi e bisogna orientarsi al meglio per prendere la scelta giusta. Ciò che consigliamo è selezionare in base ad alcuni criteri, che in futuro saranno catalizzatori per l’inserimento lavorativo:

– un piano di studi che sia prettamente incentrato sulle conoscenze essenziali a un HR specialist, con particolare attenzione a quelle che sono le lacune accumulate (e da colmare) durante gli anni universitari;

– un percorso di studi che abbini lezioni frontali a esercitazioni pratiche e di role playing, almeno nella misura del 50% (come nel caso di questo master in HR con impronta trasversale);

– composizione della classe: non è possibile accedere all’elenco degli iscritti prima di cominciare la classe, ma si può comprendere il pubblico a cui si rivolge il master. Se questo comprende anche dei professionisti in cerca di un rafforzamento delle proprie competenze, allora si rivelerà una buona scelta che consentirà di fare networking, ricevere consigli da colleghi con più esperienza e far conoscere le proprie capacità.

Cosa fa esattamente un esperto di risorse umane

Superato lo scoglio della formazione, un capitolo inesauribile che vedrà il professionista saltuariamente impegnato in attività di aggiornamento, è ora di entrare in ufficio e darsi da fare.

Gli ambiti di applicazione di un HR specialist sono:

  • consulente;
  • recruiter;
  • esperto nella crescita professionale del personale;
  • esperto nella ricollocazione professionale;

Talvolta questi ruoli si fondono, soprattutto presso le aziende più piccole. Ma per l’appunto: come entrare in un’azienda? Di solito, i tempi di inserimento vanno dai 6 mesi all’anno intero post lauream, tempo in cui, ribadiamo, sarebbe utile impegnarsi in un’ulteriore specializzazione che sia propedeutica all’ingresso in azienda. In ogni caso, i canali di reclutamento migliori sono le candidature su LinkedIn (meglio la risposta alle call piuttosto che le candidature spontanee) e i canali del recruitment classico.

Quindi, una volta assunti, di cosa ci si occuperà praticamente? Ogni azienda ha la sua prassi, in realtà molto grandi – ad esempio – si potrebbe trovare impiego anche nell’organizzazione delle attività di team bulding. Proviamo a riassumere tutte le casistiche possibili in questo elenco:

  • selezione del personale a partire dalla scrematura dei curricula fino alla ricerca sul campo e alla gestione dei colloqui;
  • supervisione amministrativa dei rapporti di lavoro: instaurazione, trasformazione, cessazione;
  • supervisione degli aspetti legali e amministrativi per la gestione del personale;
  • organizzazione dei turni di lavoro, ferie e permessi (malattia compresa);
  • elaborazione delle buste paga e gestione del rapporto con il consulente del lavoro aziendale;
  • dirimere controversie lavorative;
  • programmare step di crescita professionale in base a una valutazione delle capacità del personale;
  • programmare attività di formazione e potenziamento del personale;
  • valutare la produttività del personale;
  • programmare momenti di team bulding compresi nell’orario lavorativo.

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