Un agriturismo di successo cura il proprio sito web quanto la propria offerta

Questo titolo è decisamente anti-poetico, ma iper-realista. Siamo abituati a concepire l’agriturismo come un luogo bucolico e verde, dove la natura ha la meglio sulla città, la cucina è contadina e dai sapori semplici e magari c’è anche qualche animale a pascolare libero.

Purtroppo come ogni hotel, ristorante, e qualsiasi altra tipologia di business legata al turismo, senza una buona presenza online non si va da nessuna parte.

Ma attenzione: questo non vuol dire portare la tecnologia nella nostra attività, ma portare la nostra attività in rete.

Supponendo che questo passaggio sia già avvenuto, la prossima domanda è: questa presenza è davvero efficace?

Un sito web che parla della tua attività

Hai curato minuziosamente ogni aspetto della tua struttura, hai un menù di grande livello e sei pronto a ospitare turisti e persone che hanno voglia di staccare un po’ dal tam tam quotidiano. Insomma, il tuo agriturismo è pronto. Ma il sito del tuo agriturismo può dire lo stesso?

La prima cosa da valutare è se il tuo sito offre una buona esperienza di navigazione. Fai un check up  seguendo questa lista:

  • struttura HTML
  • velocità di apertura
  • sitemap ben organizzata
  • presenza di errori
  • pagine duplicate

Funziona tutto? Allora è il momento di passare alla comunicazione del tuo sito. Innanzitutto hai ben chiaro a chi stai rivolgendo la tua offerta? Pensa a un cliente ideale, quello che nel marketing si definisce una buyer persona, una uomo o donna in carne e ossa, con un età precisa e tutta una serie di necessità ed esigenze che tu puoi soddisfare.

Dirai: ma se il mio è un agriturismo per famiglie, allora la mia buyer persona è un’intera famiglia?

agriturismo di successoLa famiglia sarà il tuo target, la buyer persona sarà il padre o la madre che cercano incessantemente sul pc una bella struttura in campagna dove portare i 3 figli a trascorrere un week-end di relax. Ma i figli sono piccoli e vogliono fare il bagno, quindi la struttura deve avere una piscina e magari degli animali.

Il tuo compito sarà quello di fissare bene in mente chi è questa persona (ma possono esserci più buyer personas) e creare ogni contenuto immaginando di farlo per lei. È un padre di famiglia? Allora scrivi un contenuto in cui si trasmetta familiarità, posta delle foto deliziose e dedica molto spazio ai servizi che offri per lo svago dei piccoli.

Una buona strategia SEO per avere maggiore visibilità

Sistemato il sito è ora di passare alla strategia SEO, il modo migliore per ottenere una buona visibilità a lungo termine.

Per i meno esperti: una strategia SEO consiste nel cercare di posizionare un sito web nelle prime posizioni che Google (il motore di ricerca più utilizzato) per una data ricerca. Ovviamente l’abilità sta nel posizionarsi per quelle parole che il tuo cliente ideale utilizzerebbe per cercare una struttura come la tua.

Il problema, però, è che più una parola è ricercata online, maggiore è la difficoltà nel posizionarsi in prima pagina per quella chiave di ricerca. Ad esempio: la regione con più agriturismi in Italia è la Toscana (oltre 4.000), cercare di posizionarsi per “agriturismi Toscana” è un’impresa ardua oltre che inutile.

Inutile, sì. Perché nessuno cercherebbe un agriturismo sul territorio di un’intera regione. Bisogna fare uno sforzo e pensare a quali sono le attrattive del nostro territorio: cibo, natura, città d’arte, monumenti, chiese, flora e fauna, eventi. Ecco: “agriturismo Chianti” avrebbe già più senso, ma potete bene immaginare che la concorrenza sia ancora molto alta. Allora potreste aggiungere uno dei vostri servizi: “agriturismo Chianti piscina”, “agriturismo Chianti vendemmia”, “agriturismo Chianti degustazioni”.

Insomma, le parole chiave perfette sono quelle per le quali non bisogna investire troppo, ma che sono ricercate dalle vostre buyer personas. È un equilibrio affatto semplice, guardiamo ad esempio alla metodologia di ricerca di una web agency che si occupa anche del marketing digitale per gli agriturismi: tanti aspetti da curare, controllare e ricontrollare, ma ne va del buon esito dell’investimento.

Una volta messo insieme un set di parole chiave che riteniamo utili, dobbiamo scrivere dei contenuti per il nostro sito ottimizzandoli proprio per quelle parole. Come? Creando una sezione blog o delle sezioni ad hoc. In questo caso il concetto è: comunicare trasmettendo esperienza e profonda conoscenza. Anche se il testo è sulla presenza delle marmotte nel territorio alpino noi dobbiamo espletare tutto il nostro sapere: in quale habitat vivono, quando si fanno vedere, come si riproducono (…). Il lettore deve pensare “ok, se voglio vedere le marmotte devo proprio rivolgermi a questo esperto”.

Le recensioni e i travel/food blogger sono materiale delicato

Finora abbiamo parlato del tuo sito, ma questa è solo una parte della tua presenza in rete. Esistono molti altri portali che fanno da aggregatori di vari agriturismi e che sono il canale più utilizzato per la ricerca. Parliamo di tutto lo spettro di siti che va da AirBnb a Tripadvisor.

Ciò a cui dovrai fare maggiore attenzione in questo caso sono le recensioni degli utenti: il tuo biglietto da visita.

Capita che, nonostante gli sforzi, prima o poi si riceva una bocciatura. È seccante, certo, ma mai perdere la calma. Riportiamo qui l’esempio di una recensione negativa data a un agriturismo di Milano che su Tripadvisor ha una media di 4 pallini su 5:

“Purtroppo è la seconda volta che vengo invitata a mangiare in questo agriturismo. L’antipasto appena suff.Il primo( sempre lo stesso) insipido servito in un terrina da portat con una marea di formaggio grattato…ma se uno lo vuole senza?la grigliata immangiabile! Carne dura o grassa..ho chiesto anche…mi hanno risposto che la carne immangiabile era filetto…seeee…il sorbetto era buono!la torta pure…non l’avranno fatta loro.
…e poi si deve pagare prima di mangiare….come da Mc Donald”.

 Sentirsi dire che il proprio agriturismo è peggio del Mc Donald non è bello, ma la risposta è pessima.

“Cara *
Purtroppo per noi!.. visto che anche l’altra volta ci hai recensito negativamente su Google dicendo praticamente le stesse cose. Sicuramente non ti piacciamo e non siamo la tua location ideale, questo è chiaro visto che le cose che ritieni buone secondo te non le abbiamo fatte noi. Le persone che ti hanno invitata sono dei nostri cari clienti da tempo, si sono sempre trovati bene tanto da averci scelto per festeggiare diverse ricorrenze, tra cui la comunione di Domenica e il compleanno l’altra volta; saranno sicuramente felici di sapere che non ti fa piacere venire all’Agriturismo…speriamo se lo ricordino per la prossima occasione!!. Ci spiace che non ti sei trovata bene, ma ce ne faremo una ragione perché non abbiamo nulla da rimproverarci, siamo sicuri di aver fatto un ottimo lavoro impegnandoci per voi al massimo con passione e dedizione”.

 L’impressione è che la cliente sia stata davvero inclemente, ma anche il proprietario non sappia ricevere alcuna critica. E quello che ha da perderci è proprio lui.

Infine parliamo dei blogger, o se vogliamo degli influencer. Sono balzati agli onori della cronaca diversi casi di influencer che chiedevano ai locatori di pagare meno (o non pagare affatto) in cambio di una buona reclame. Questo atteggiamento non è corretto, ma a volte un post di un blogger con oltre 100 mila seguaci può essere più utile di un passaggio pubblicitario su una rete privata (che costa più dell’offrire un pranzo o un soggiorno).

Il consiglio è quello di cambiare prospettiva ed essere noi a chiedere la pubblicità all’influencer. Cerchiamo di capire chi è il personaggio che più ci interessa intercettare, che tratti di gastronomia, che abbia un certo seguito e che in questo seguito abbia anche le nostre buyer personas. Insomma, facciamo una scelta consapevole e proponiamo la nostra offerta, che può essere anche una normale offerta economica. Materiale delicato, dicevamo, ma se maneggiamo con cura porteremo un grande vantaggio alla nostra attività.

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