Genzano di Roma, Covid19: L’ospedale chiuso sarà riconvertito in una struttura pubblica

A sei mesi dalla chiusura dell’ospedale di Genzano di Roma è giunta ieri la notizia, direttamente per bocca del direttore generale dell’ASL Roma 6, che il polo sanitario sarà riconvertito in una struttura pubblica, nello specifico in una RSA per anziani positivi al COVID-19. Questa scelta è stata condivisa dai sindaci di Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Lanuvio e Nemi, oltre che dalla regione Lazio.
Il fatto che l’ospedale di Genzano, senza alcun reparto attivo dai tempi dell’ultimo paziente dimesso, torni a svolgere un ruolo importante per la comunità è qualcosa che accogliamo molto positivamente; tra l’altro, gli anziani verranno assistiti da personale formato allo Spallanzani, che in questi mesi è giustamente assurto agli onori della cronaca per il lavoro svolto nel contenimento dell’epidemia. Tuttavia, come Partito della Rifondazione Comunista, intendiamo porre all’attenzione delle autorità politiche una serie di interrogativi e allo stesso tempo lanciare il guanto di sfida. Quando l’emergenza del virus finirà, cosa ne sarà della rediviva struttura di Genzano?
E quali sono i piani per le altre strutture della nostra zona, sacrificate sull’altare del NOC? Come si concilia, nell’ambito della strategia complessiva sul fronte della sanità, l’apertura della RSA a Genzano con la chiusura del punto nascite a Velletri (scelta che, per altro, indirizza i parti esclusivamente verso il NOC nel bel mezzo di una pandemia che suggerirebbe, al contrario, di evitare ogni forma di assembramento, in questo caso per garantire la sicurezza delle partorienti)?
Quale tra le due direzioni verrà privilegiata in futuro? Quella di una rinnovata stagione di intervento pubblico o la continuazione della politica di tagli e chiusure? Su questi e su altri temi attendiamo risposte sfidando, come detto, le varie amministrazioni a sfruttare questa situazione per rendere la struttura di Genzano, così come quella di Albano (tanto per menzionare due esempi), un’eccellenza della sanità castellana e non l’ennesima occasione per soddisfare le brame del privato di turno.

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