Approvato anche a Frascati il nuovo piano di prevenzione della corruzione

L’Amministrazione Straordinaria di Frascati ha adottato lo scorso 27 gennaio l’aggiornamento al Piano triennale di Prevenzione della Corruzione e Trasparenza 2017 – 2019, che recepisce e traduce in termini operativi le norme in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione, rese ancora più puntuali e stringenti dal decreto legislativo 97 del 2016, che prevede una serie di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni nei confronti dei cittadini.

 

piano prevenzione corruzione triennale frascati«L’approvazione dell’adeguamento del Piano per il triennio 2017-2019 non rappresenta solo un adempimento di legge, ma corrisponde all’esigenza di attuare una politica di promozione della legalità e dell’etica pubblica all’interno della Pubblica Amministrazione – dichiara il Commissario Straordinario Bruno Strati -. Sotto tale profilo, il Responsabile della Prevenzione della Corruzione, avvierà azioni di comunicazione, per condividere con la Cittadinanza le esperienze e le buone pratiche collegate alla cultura della trasparenza e legalità».

 

Il Piano è stato redatto in conformità con il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), adottato nell’agosto del 2016 dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e integrato con il Programma della Trasparenza. Tale strumento individua nell’ambito delle attività dell’Ente le aree di maggiore rischio di corruzione e le specifiche misure di prevenzione, indicando gli interventi organizzativi da mettere in atto per arginare i rischi.

 

Il piano è incentrato sul ruolo fondamentale della Dirigenza, chiamata a garantire il presidio della legalità degli atti, attraverso il controllo di regolarità tecnica e contabile, nonché il rispetto degli obblighi, vincoli e adempimenti previsti in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione, con un monitoraggio costante delle aree valutate a maggiore rischio corruttivo.

 

Per fare questo il Piano parte dall’esame del contesto interno, cioè l’organizzazione dell’Ente; dall’analisi delle attività sotto il profilo dei procedimenti e dei processi amministrativi, anche in un’ottica di semplificazione; e da una ricognizione del contesto esterno, che include gli aspetti salienti della realtà socio-economica del territorio.

 

 

 

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