Fini, Violante e Menia ad Albano per il Giorno del Ricordo, ecco le loro riflessioni

“L’incontro di Albano nasce nella volontà di celebrare in maniera non formale una data che è diventata parte del nostro calendario civile. L’obiettivo importantissimo è quello di ricordare i segmenti fondamentali di una storia per troppo tempo dimenticata o, peggio, nascosta e negata”. Queste le parole con cui il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha voluto salutare i lavori del convegno conclusivo del progetto “Giorno del Ricordo; Le Scuole Ricordano le Foibe e l’Esodo degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia”, promosso dalla testata giornalistica Meta Magazine (www.metamagazine.it), in collaborazione con l’Associazione di Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata del Lazio, con il patrocinio del Comune di Albano Laziale, sui fatti storici accaduti a cavallo del secondo dopoguerra lungo il confine orientale d’Italia. Oltre 200 gli studenti, provenienti dal Liceo Ugo Foscolo, dall’Istituto Leonardo Murialdo e dall’Istituto Antonio Gramsci di Albano, hanno gremito la Sala Nobile di Palazzo Savelli in Albano lo scorso 2 Febbraio.

 

fini violante menia albanoUnitamente ad Andrea Titti, Editore di Meta Magazine che ha moderato il dibattito, al Presidente dell’Associazione di Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata del Lazio Marino Micich ed al Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, ospiti illustri dell’iniziativa sono stati l’On. Roberto Menia, primo firmatario e promotore della legge istitutiva del Giorno del Ricordo ed i Presidenti Emeriti della Camera dei Deputati Gianfranco Fini e Luciano Violante.

 

Memoria, identità e verità: lungo questi concetti si è dipanato il dibattito che ha avuto il suo fulcro negli interventi di Violante e Fini. Non sono mancati momenti commoventi nelle parole dell’On. Roberto Menia che, avendo vissuto quel pezzo di storia italiana sulla pelle della sua famiglia, ha sottolineato come l’esodo sia stato un “plebiscito d’Italianità”.

 

Fini e Violante, hanno rievocato uno storico convegno del marzo 1998 che li vide protagonisti a Trieste, che di fatto fu una svolta per la successiva approvazione della legge sul Giorno del Ricordo. sulla scorta di quel momento di dialogo e riconoscimento tra personalità e forze politiche opposte, rivolgendosi agli studenti, hanno inteso attualizzare il significato profondo di passaggi come quello.

 

“Non c’è memoria senza verità – ha sottolineato il Presidente Luciano Violante – e la verità, anche se scomoda, lo è sempre meno del silenzio della vergogna”.

“Non bisogna temere la verità – ha aggiunto il Presidente Gianfranco Fini – perchè solo attraverso la conoscenza della propria identità, nazionale e culturale, si potranno accettare e riconoscere le altrui identità, per costruire attorno ad esse una convivenza civile basata sul rispetto”.

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