Vittime dei bombardamenti di propaganda Fide: doppia cerimonia ad Albano e Castel Gandolfo

Venerdì 10 febbraio, come annunciato dai sindaci Milvia Monachesi e Nicola Marini, si terranno dunque due eventi in contemporanea. Ad Albano l’appuntamento è alle 8:30 in piazza Costituente. Dopo il raduno e la preparazione al corteo in memoria delle vittime del bombardamento, sarà deposto un cuscino sul monumento a loro dedicato all’interno del Parco della Rimembranza.

bombardamenti propaganda fide Il corteo poi proseguirà, ore 9:55, presso largo Martiri dei bombardamenti di propaganda Fide (ex Piazza Farina) e sarà deposta una corona sotto la targa commemorativa. Si proseguirà poi al cimitero comunale. Una cerimonia simile si terrà, nel pomeriggio, a Castel Gandolfo con inizio alle ore 14:45 in Piazza della Libertà. Si entrerà nei giardini vaticani e poi nel palazzo di propaganda Fide. Dopo una preghiera in memoria delle vittime celebrata da Don Umberto Galeassi e Don Pietro Diletti alle 16:10 si susseguiranno una serie di ricordi e testimonianze.

Il bombardamento anglo-americano del collegio di Propaganda Fide è stato, come noto, un tragico episodio della seconda guerra mondiale ai Castelli Romani, avvenuto il 10 febbraio 1944.

Secondo quanto riferito dagli Alleati, il bombardamento faceva parte delle iniziative belliche volte ad interrompere le linee logistiche tedesche che rifornivano il fronte di Cassino e di Anzio (a sole 20 miglia a sud), in quanto i tedeschi avrebbero regolarmente attraversato il paese con i loro mezzi militari da e per il fronte, e l’abitato risultava “pieno zeppo di nazisti“; la denuncia alleata circa la presenza dei tedeschi presso il Palazzo Pontificio giunse direttamente dal Quartier Generale di Algeri il 5 febbraio, cinque giorni prima del tragico attacco aereo. Le informazioni alleate vennero recisamente smentite dai più alti vertici vaticani. Dopo il bombardamento, la National Catholic Welfare Conference emise un comunicato ufficiale affermando che Castel Gandolfo fosse “piena zeppa di profughi italiani”, nel numero di circa 15.000, diverse centinaia dei quali erano rimasti uccisi a causa dei bombardamenti alleati.

Il reale numero delle vittime non è stato mai accertato, a causa della lacunosità dei registri di morte conservati presso il Tribunale di Velletri. Il comune di Castel Gandolfo ha dichiarato che 211 residenti nel suo territorio morirono nel bombardamento, mentre l’allora responsabile delle Ville Pontificie, Emilio Bonomelli, dichiarò che c’erano state oltre 500 vittime. Altri testimoni invece parlano di 700 vittime, e altri ancora di 1100 uccisi. L’Associazione Famigliari Vittime di “Propaganda Fide” ha nel suo statuto l’obiettivo di far proclamare il bombardamento del 10 febbraio 1944 crimine di guerra dalla Corte Internazionale dell’Aia.[4] Ogni anno la stessa associazione, d’accordo con i comuni di Albano Laziale e Castel Gandolfo, commemorano la memoria del bombardamento.

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