Crisi e incertezze politiche: Piazza Affari in difficoltà

Giocare in Borsa è un’attività che continua ad avere un successo incredibile fra gli italiani, sempre affascinati dalla possibilità di guadagnare destreggiandosi tra i mercati finanziari. Il numero dei novelli investitori è aumentato ancora di più grazie alla Borsa on line e alla possibilità di gestire tutte le proprie operazioni standosene semplicemente seduti davanti al proprio pc e lavorando tramite una piattaforma broker.

piazza affariEppure, soprattutto per chi si approccia ai mercati in questo periodo, i rischi non sono affatto pochi e muoversi da soli, contando solo sul supporto della Rete, potrebbe risultare davvero molto pericoloso per il proprio portafoglio.

Stiamo infatti vivendo una fase di forte incertezza finanziaria, con le Borse di mezzo mondo che stentano a riprendere aria e con il timore nei confronti del calo dell’economia globale che frena anche gli investitori più audaci e più esperti. Il tutto proprio mentre parte l’ultimo trimestre dell’anno, che da sempre è considerato essere quello più caotico e problematico per gli operatori.

Piazza Affari non è esente dai problemi che stanno assillando tutte le altre Borse e continua a registrare punteggi molto bassi solo in parte alleviati da brevi risalite. Oltre alla situazione globale, possiamo facilmente individuare una causa particolare a questa situazione: la Borsa italiana sta infatti scontando in pieno le recenti incognite politiche nazionali, che si congiungono negativamente con quelle europee e mondiali.

Mentre si segue con interesse – e con un po’ di paura – la campagna elettorale americana, ancora fortemente in bilico nonostante il vantaggio acquisito ultimamente ds Hillary Clinton, qui in Italia attendiamo con trepidazione il risultato del referendum del 4 dicembre, il cui risultato avrà sicure ripercussioni su Piazza Affari e non solo. Gli effetti della decisione degli italiani valicheranno facilmente i confini nazionali e si sentiranno con forza anche in tutto il resto d’Europa, minando ulteriormente la stabilità finanziaria continentale.

Al di là di ogni considerazione costituzionale e sui temi del referendum, una vittoria del “NO” metterebbe seriamente in crisi il Governo. La successiva crisi politica sarebbe tale da bloccare gli investimenti delle aziende nazionali e raffreddare gli operatori esteri, alimentando le vendite sui mercati finanziari.

L’ultimo trimestre dell’anno, già di per sé periodo molto “caldo” per le Borse, potrà così trasformarsi in un vero incubo per gli investitori con poca esperienza, specie per chi opera online e tende a sottovalutare i rischi di un mestiere tra i più insidiosi.

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