Sport minori: i segreti di Andrea Dato, da ingegnere a giocatore di poker professionista

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Non tutti gli sport sono fatti di fatica fisica e sudore, ma ci sono anche sport “della mente” come gli scacchi, il poker e il bridge ai quali non manca nulla in effetti, se non la prestazione fisica appunto. Per queste discipline è, infatti, necessaria tanta concentrazione, sforzo mentale ma anche una moltitudine di regole ferree da seguire e cui sottostare.

Lo sa benissimo il romano Andrea Dato uno dei più famosi giocatori di poker del mondo, che adesso si divide tra Londra e l’Italia.

Figlio di due celebri giocatori di Bridge, sin da bambino ha avuto il suo destino segnato. A 14 anni ha cominciato a giocare con Magic, il famoso gioco di carte, mentre tra un esame e l’altro si è avvicinato al mondo del poker ma senza mai perdere di vista il suo obiettivo principale, la laurea in ingegneria.

giocatore di pokerDopo gli studi universitari ha iniziato con le sue prime esperienze nel mondo del lavoro ma l’amore per il poker si fa sempre più forte così nel 2008 comincia la sua carriera da professionista.

Oggi Andrea dato, conosciuto come “datino” è uno dei più bravi pokeristi italiani e si classifica al 781 posto della All Time Money List Current Rank di Hendon Mob, il più grande database del poker mondiale. Ha iniziato a giocare a poker online in modalità cash game quando quest’ultimo è diventato legale in Italia e da allora non si è più fermato. È riuscito a fare della sua passione un lavoro ma senza mai abbandonare anche l’amore per la matematica che, di fatto, gli torna sempre utile durante le sue partite rivelandosi un ottimo mezzo per elaborare strategie vincenti.

Ma quanto tempo bisogna giocare in media per diventare bravi abbastanza da poter partecipare a grandi tornei?

Andrea Dato gioca circa 40 ore a settimana, lo stesso quantitativo di ore che trascorre in media un lavoratore davanti al pc in tutti i paesi avanzati. E’ un lavoro che ha moltissimi aspetti in comune con gli analisti finanziari, infatti, come i trader, il pokerista professionista analizza delle possibilità per trovare situazioni vantaggiose di cui approfittare durante una partita.

Il segreto di Dato come già detto è anche quello di avvalersi dell’uso della matematica per creare strategie vincenti. Ma non è il solo, molti altri giocatori si avvalgono della stessa tecnica, del resto come già scriveva il Sole 24 ore ben 7 anni fa in un articolo di Sylvie Coyaud,

gli assi sono soltanto quattro. Di sicuro chi ha un’ottima memoria e un’ottima conoscenza del calcolo delle probabilità se la cava meglio di un debuttante.

Chi si cimenta in lunghi tornei di molti giorni ha spesso anche la necessità di andare in palestra (la stessa cosa che del resto accade a chi fa lavori sedentari al pc) e di seguire delle diete particolari per questo molti pokeristi sono noti anche per le corrette abitudini alimentari. Anche “datino” da buon italiano cerca di seguire una dieta equilibrata mangiando carne, pesce e verdure persino quando si trova all’estero anche se non è facile soprattutto in America, patria dell’hamburger, trovare un buon rapporto qualità prezzo.

Infatti mangiare bene, come racconta sempre Andrea, è davvero importante per mantenere la concentrazione.

«Si tratta di un lavoro che richiede una concentrazione enorme e può essere molto stressante» ha detto Andrea  in una delle sue prime interviste. «E per quanto possa sembrare strano, bisogna anche studiare».

Lo studio nel poker è, infatti, alla base di tutto per poter diventare un buon giocatore. Prima di tutto serve per conoscere meglio l’avversario e secondariamente è importante per evitare di commettere errori con decisioni troppo affrettate.

Non è facile scegliere di fare la vita del pokerista, spesso si va a dormire tardi la sera o si è costretti a viaggiare molto per partecipare ad importanti tornei eppure molti ragazzi come Andrea decidono di seguire la propria passione e di lanciarsi nel mondo del poker. Una delle cose belle di questa professione è che permette anche di lavorare da casa o da qualsiasi parte del mondo mentre nel frattempo ci si dedica ad altro come ad esempio lo studio di una lingua o un hobby particolare.

«Io sono felice così, più di quando facevo l’ingegnere civile» ha detto Andrea. «Mi sveglio, guardo fuori dalla finestra, mi godo un caffè con la brezza mattutina e so che tra mezz’ora inizierò a giocare. E’ la mia felicità».

Laura Mancinelli

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