Roma, detenuto sale per protesta sul tetto del carcere; la riflessione del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria

Clamorosa protesta di un detenuto della Casa Circondariale Regina Coeli di Roma che nella tarda mattinata è salito per protesta sul tetto del penitenziario. Ne dà notizia il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

carcere proteste sappe“La situazione è paradossale e sconcertante, gestita al meglio dal Personale di Polizia Penitenziaria e dei Vigili del Fuoco”, denuncia il Segretario Nazionale per il Lazio del SAPPE Maurizio Somma. “L’uomo, un detenuto nomade ristretto presso la VIII sezione del carcere e condannato a 10 anni, è salito sul tetto dell’edificio, dove si trova tuttora. Sul posto il Comandante del Reparto e personale di Polizia Penitenziaria con gli uomini del Vigili del Fuoco; mi auguro che presto riescano a convincere l’uomo a scendere dal tetto”.

Il SAPPE, attraverso il Segretario Generale Donato Capece, denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere: “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano ed assegnandoli a Alessandria dove c’è una significativa carenza di organico, finanziando e potenziando i livelli di sicurezza delle carceri. La tensione resta alta nelle carceri. Il dato oggettivo è che la situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata! Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno , ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti …”.

“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude Capece. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti”.

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