La tassazione dei bitcoin: cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Recentemente si è sentito spesso parlare dei cosiddetti bitcoin, la moneta virtuale creata nel 2009 dallo sviluppatore Satoshi Nakamoto. Qual è la sostanziale novità apportata dai bitcoin? Semplice: questo nuovo sistema non fa uso di un ente centrale e utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, sfruttando la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione di proprietà dei bitcoin. La rete bitcoin consente inoltre il possesso e lo scambio anonimo delle monete, che possono essere trasferite attraverso la Rete verso chiunque disponga di un “indirizzo bitcoin”.

Inutile dire che in pochi anni il giro d’affari che ruota attorno a questa valuta virtuale è aumentato in maniera vertiginosa( come potete anche leggere su http://www.tradingbitcoin24.com/plus500.php). Era prevedibile quindi un precoce interessamento da parte degli organi di vigilanza, che fin da subito si sono interessati alla vicenda.

tassazione dei bitcoinÈ il caso della nostra Agenzia delle Entrate, che proprio lo scorso settembre ha emesso un comunicato stampa e una risoluzione che chiariscono alcuni degli aspetti relativi al trattamento fiscale, all’esenzione IVA, alle imposte dirette e agli oneri da sostituto d’imposta per chi acquista e vende bitcoin, distinguendo tra privati e operatori di mercato.

I principali chiarimenti della risoluzione n.72/E indicano come “Le attività di intermediazione di valuta tradizionale con moneta virtuale svolte dagli operatori del mercato non scontano l’Iva in quanto rientrano tra le operazioni relative a banconote e monete. Per i clienti persone fisiche, invece, che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa”. Il comunicato stampa aggiunge come la risoluzione è “in linea con i recenti orientamenti della Corte di Giustizia dell’UE, illustra il trattamento fiscale da applicare a chi svolge attività di acquisto e cessione a pronti di moneta virtuale in cambio di valuta tradizionale”.

Il comunicato stampa entra in seguito nel dettaglio e fa alcuni chiarimenti sul caso specifico: degli operatori di mercato: “Il documento di prassi precisa che le operazioni relative ai bitcoin sono prestazioni di servizi esenti da Iva. Sul piano della tassazione diretta, invece, i ricavi che derivano dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin sono soggetti ad Ires ed Irap, al netto dei relativi costi. Per valutare i bitcoin di cui la società dispone a fine esercizio occorre considerarne il valore normale, cioè la loro quotazione in quel momento”.

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