Genzano, Gabbarini: “Parco Sforza Cesarini abbandonato, il giardino romantico riapre a metà”

Leggiamo con profonda amarezza l’ordinanza con la quale il Comune di Genzano ha deciso di interdire al pubblico l’area più suggestiva di Parco Sforza Cesarini perché inagibile. Si tratta di un’area molto vasta, quella che comprende il sentiero che dall’ingresso di piazzale Sforza Cesarini conduce ai Grottoni e il sentiero che dai Grottoni risale invece verso il Casino in fondo al Parco (lato piazza Dante). La motivazione dell’interdizione sarebbe un’instabilità del terreno dovuta alle “violente piogge invernali e, in particolare, dell’ultimo periodo”.

genzano gabbarini pd La verità – commenta Flavio Gabbarini – è che il Parco versa in uno stato di abbandono totale da troppi mesi: nel periodo estivo abbiamo assistito al deterioramento del manto erboso, con turisti e visitatori che anziché restare affascinati dalla bellezza del luogo si sono trovati a commentare l’assenza di manutenzione; ora, a due giorni dall’apertura della stagione delle visite, l’Amministrazione comunale si rende conto che c’è un problema sui sentieri per non aver pensato prima alla manutenzione di un parco vasto e fragile. Questo nostro straordinario patrimonio ha bisogno di cure costanti, di sopralluoghi continui, di manutenzione, ordinaria e straordinaria, anche nei periodi di chiusura al pubblico. Purtroppo da novembre nessuno ha più effettuato interventi e questo, oggi, è il risultato.

Ancora una volta l’approssimazione e l’impreparazione del sindaco e della giunta 5 stelle stanno causando un danno all’immagine della nostra città non preoccupandosi, con la dovuta attenzione, di mostrare i propri gioielli ai turisti che nel periodo pasquale visitano Genzano. Mi dispiace dover dire che questa Amministrazione è totalmente assente e, quando non è assente, è pesantemente in ritardo: la stessa situazione si è presentata a novembre alla scuola Landi perché lì – afferma ancora Gabbarini – il problema vero è stato che il 14 novembre si sono accorti che il giorno successivo avrebbero dovuto accendere i termosifoni”.

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