Tragedia sfiorata nel carcere di Velletri; la riflessione dell’Ugl dopo il drammatico episodio

Il sindacalista Carmine Olanda dell’ Ugl Polizia Penitenziaria pochi giorni fa aveva denunciato la crescita degli eventi critici in tutti gli Istituti penitenziari.

carcere proteste sappeLa scorsa settimana un detenuto Italiano tra 45/50 anni si era autolesionato profondamente tagliandosi le vene delle braccia e della caviglie rischiando di morire. Nella mattinata del 23.04.2017 intorno alle ore 07:00 un altro detenuto 50enne Italiano ristretto nel reparto di prima accoglienza, ha tentato il suicidio  con una corda artigianale. Grazie al tempestivo intervento dell’agente responsabile della sezione e del personale sanitario del carcere è stato possibile in un primo momento rianimarlo e successivamente trasportarlo d’urgenza  con l’eliambulanza presso l’ Ospedale di  Tor Vergata a Roma.

Non si conoscono ancora i motivi che hanno indotto il detenuto al soffocamento – commenta Olanda – sembrerebbe che al suo ingresso in carcere manifestasse qualche problema di natura psicologica. Come sindacato stiamo notando una forte crescita di autolesionismo in tutti gli Istituti Penitenziari, questo dato ci conferma sempre più che il sistema di trattamento, osservazione, educativo e di inserimento del condannato non funziona a regime.  Servono Assunzioni – continua Olanda – di Agenti e di figure professionali come Psicologi – Psichiatri ed educatori. Nel caso del penitenziario Velletri la Polizia Penitenziaria è fortemente sotto organico con l’ aggravante che la ASL RM6 di Albano Laziale continua a sottovalutare la carenza di personale medico e paramedico ed il personale attualmente in servizio lotta continuamente con il contratto di lavoro instabile con la ASL RM6.

 Occorre immediatamente – conclude il sindacalista – mettere in funzione il nuovo reparto  Psichiatrico del carcere di Velletri con il personale sanitario adeguato, non possiamo più tollerare che i detenuti che con problemi psichiatrici vengano “scaricati” alla gestione dagli Agenti con disposizioni di servizio di grande, grandissima sorveglianza o sorveglianza a vista. I signori responsabili della ASL RM6 di Albano Laziale devono smettere di fare il gioco delle tre carte cercando di tergiversare il più possibile sulla problematica. Il responsabile Sanitario del Carcere di Velletri si deve prendere le proprie responsabilità sulla gestione dei detenuti psichiatrici perché oltre ad essere retribuito adeguatamente per questo tipo si servizio sono stati spesi anche dei soldi pubblici per adeguare la struttura penitenziaria. Per quanto esposto, chiediamo a tutte le Autorità competenti di sollecitare con forza la ASL RM6 di Albano Laziale al fine di garantire il servizio sanitario a 360 gradi, di sanare immediatamente gli agenti attualmente distaccati e di inviare il più presto possibile nuovo personale di Polizia Penitenziaria. Ci complimentiamo con gli agenti e con il personale sanitario di Velletri che ancora una volta hanno dimostrato grande capacità d’ intervento”.

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