Riccardo Contaldo: “vittoria figlia della maturità raggiunta dal gruppo. La dedica è per Francesco Checchi”

Riccardo Contaldo è completamente bagnato, sia di acqua che di gioia. La prima gli è stata riversata addosso dai dirigenti, in uno spogliatoio festante, la seconda è tanto grande quanto l’impresa dei suoi ragazzi,  arrivati finalmente in Elite dopo un testa a testa con l’Albalonga lungo una stagione. “Sabato scorso eravamo già pronti e la squadra era carica” confessa il tecnico, archiviati i primi festeggiamenti. “Quando venerdì ci hanno detto che non si sarebbe giocato, è stata dura dover ricaricare le batterie in vista di oggi, anche a causa dell’accavallarsi di tornei e allenamenti. Oltretutto,la pioggia di questa notte e della mattinata hanno ulteriormente complicato i piani, perché i ragazzi si sono dovuti adattare a una superficie diversa, dove si faticava a stare in piedi. Sono stati bravissimi a interpretare la partita,cambiando il loro modo di giocare e combattendo con un’intensità altissima,perché questi tre punti andavano conquistati e il campionato non avrebbe potuto avere un esito diverso da questo che ora stiamo festeggiando”.

Contaldo Albalonga“Questa è una squadra che è maturata tantissimo nel corso della stagione”, prosegue mister Contaldo. “Chi prima, chi poi, ma ognuno di loro ha compiuto il proprio processo di crescita. Alla quinta giornata pareggiammo a Cecchina, con tutte le attenuanti del caso, ma perdendo due punti che poi ci hanno costretto a dover rincorrere per buona parte di campionato. Lì non fummo capaci di snaturarci, come fatto invece oggi e in tante altre gare dove siamo riusciti a capire quanto fosse importante conquistare l’intera posta in palio. È il segnale di quanto i ragazzi siano cresciuti, abbandonando il vizio di specchiarsi un po’ troppo e combattere su ogni pallone, come poi hanno fatto anche oggi”.

A testimoniare l’impresa del City, vengono in soccorso anche i numeri: 82 punti, 17 gol subiti e soprattutto 133 realizzati. “Dopo i primi allenamenti, Simone Santoni mi disse che questa squadra avrebbe dovuto fare 100 punti. Gli risposi che sarebbe stato impossibile, ma che quella cifra l’avremmo raggiunta con i gol. Ne ero sicuro,perché il materiale umano a disposizione era davvero enorme e quando hai gli ingredienti buoni è inevitabile cucinare un buon piatto. Io ho solo assemblato il piatto, ottenendo oltretutto un sacrificio enorme in fase di pressing e riconquista immediata del pallone, perché giocando con tre attaccanti e una mezza punta era fondamentale il massimo impegno di tutta la squadra”. “I tre momenti più importanti della stagione credo siano stati dopo Cecchina e le gare contro Spes Artiglio e Guidonia. La prima perché per noi, pur avendo ottenuto un pareggio,era come se fosse arrivata una sconfitta. Bisognava ripartire subito e la risposta è stata immediata. Contro la Spes, invece, credo si sia toccato quasi la perfezione. Infine Guidonia, dove a fine primo tempo eravamo sotto, ma negli spogliatoi siamo stati raggiunti dalla notizia che l’Albalonga aveva pareggiato. I ragazzi si sono resi conto che fosse quello il momento di riprenderci la vetta e nella ripresa non ho più visto giocatori, ma undici leoni”.

La chiusura è ovviamente riservato alla dediche: una sicuramente doverosa, ma anche sentita fin da profondo. “Non posso non dedicare questa vittoria a Francesco Checchi, anche perché per un girone e mezzo è stato parte integrante di questo attacco stratosferico, trascinando molte volte la squadra al successo. Poi al resto dei ragazzi e ai loro genitori”. Benvenuto in Elite mister.

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