Continua l’ondata di violenza tra le mura carcerarie, ma i sindacati non ci stanno

Continua l’ondata di violenza tra le mura carcerarie dei penitenziari locali. L’ultimo episodio, pur essendo avvenuto alla Casa Circondariale di Cassino, ha avuto una vasta eco anche in ambito castellano, e infatti i sindacati di categoria si sono presto espressi.

 

carcere lazio castelli romani sappeUn’aggressione, tanto ingiustificata quanto violenta, è stata commessa ieri pomeriggio da un detenuto di Cassino ai danni di un agente di Polizia Penitenziaria che era di servizio. La notizia è diffusa dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che torna a lanciare l’allarme sulla recrudescenza di eventi critici e violenti nelle carceri del Lazio.

 

Commenta Maurizio Somma, segretario nazionale SAPPE per il Lazio: “Un detenuto straniero ha litigato con uno italiano. Gli altri, tutti italiani, presenti nella Terza Sezione detentiva, al terzo piano, hanno aggredito sia il detenuto straniero che il collega che era in servizio, che è stato successivamente portato in ospedale. Questa è l’ennesima aggressione che si registra in un carcere del Lazio e dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari”.

 

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, evidenzia: “Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. La situazione è particolarmente allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici. Basti pensare, restando nella realtà penitenziaria del Lazio, che le donne e gli uomini dei Reparti di Polizia Penitenziaria in servizio nella Regione hanno fronteggiato nel primo semestre del 2016 ben 356 atti di autolesionismo, hanno salvato la vita a 48 detenuti che hanno tentato il suicidio, sono stati coinvolti in 325 colluttazioni e 28 ferimenti. Le carceri, dunque, sono ad alta tensione anche nel Lazio: ma lo sono per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di gravi eventi critici come quello di Cassino”, conclude Capece, leader nazionale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*