Carcere di Velletri, ancora nessun miglioramento dopo la visita dell’UGL

Il sindacalista Ugl Polizia Penitenziaria Carmine Olanda continua a denunciare le grosse difficoltà che il Penitenziario di Velletri sta vivendo in questi ultimi tempi.

carcere velletriCome sindacato – denuncia Olanda – il giorno 30 maggio avevamo già fatto una visita sui luoghi di lavoro nel penitenziario. La delegazione era composta dal sottoscritto, Segretario Nazionale Alessandro De Pasquale e al Consigliere Regionale Luca Malcotti. Abbiamo rilevato che i Poliziotti del Carcere di Velletri negli ultimi tempi a tutt’ oggi continuano a lavorare senza riposi e congedi. Questa forzatura – continua Olanda – sta amplificando lo stress Psicofisico degli Agenti già sfiancati da tempo, adesso arrivati alle estremità delle loro forze. Non possiamo più accettare che si pensi di risolvere il problema della carenza dei Poliziotti togliendo i riposi dopo lo smontante notturno i congedi e le ferie al Personale. Non possiamo più accettare che l’ attuale Governo e il DAP si girino dall’ altra parte facendo finta di non sentire. Se non sono capaci di risolvere l’ emergenza carceri, farebbero meglio a dimettersi e a dichiararsi incapaci di Governare e di Amministrare.

Come Sindacato Ugl Polizia Penitenziaria – conclude Olanda – oltre ad avere sensibilizzato il Consigliere Regionale Luca Malcotti a battere i pugni nelle sedi opportune per evidenziare le nostre problematiche, abbiamo chiesto anche l’ intervento urgente al Provveditore per l’ Amministrazione Penitenziaria per il Lazio – Abruzzo e Molise, di intervenire con fermezza presso il Penitenziario di Velletri al fine di rassicurare a tutto il personale il godimento del piano ferie estivo. Richiesta che il personale aveva già fatto in precedenza nei modi e tempi stabiliti dalla Direzione del Carcere. La nostra denuncia è legittimata dal fatto che i poliziotti hanno il diritto e il bisogno di organizzarsi con la famiglia e di pianificare le proprie ferie. In sintesi, Lo Stato deve garantire i diritti dei lavoratori. Cosa che oggi purtroppo ancora non avviene“.

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