Biocastanea, un progetto LIFE sul castagno

Si è tenuto venerdì 7 luglio 2017 a Roma, presso la sede della Regione Lazio, il convegno di presentazione del progetto Life: “Biocastanea – Accrescere l’efficienza degli ecosistemi di castagno e valorizzare le sue bio-produzioni”, che intende promuovere su scala regionale gli ambiti relativi all’economia della castagna e del legno di castagno, l’assetto socioeconomico ed il territorio castanicolo, la salvaguardia dell’ambiente e del contrasto ai cambiamenti climatici, la biodiversità degli ecosistemi di castagno.
L’obiettivo generale è lo sviluppo competitivo, sostenibile, integrato e multifunzionale del settore castanicolo della Regione Lazio, attraverso la valorizzazione dei prodotti castanicoli ottenuti dalla coltivazione della Castanea sativa. Le azioni si svilupperanno nell’ambito di tre settori: ambiente e uso efficiente delle risorse; natura e biodiversità; governance e informazione in materia ambientale.
Il castagno ricopre la maggioranza della superficie territoriale boschiva dei Castelli Romani ed è stato introdotto dall’uomo, a partire dal XVIII sec., soppiantando le originarie formazioni vegetazionali del bosco misto QTA (Quercia, Tiglio, Acero), proprio perché costituiva una importante fonte di reddito economico per le popolazioni del posto. Negli ultimi anni, anche a causa del “cinipide galligeno”, l’economia legata al castagno ha subito una battuta di arresto, alla quale si deve rimediare applicando un piano di interventi efficace, che valuti gli impatti socio-economici ed ecosistemici e porti nuovamente questa risorsa del territorio ad essere competitiva in ambito non solo locale, ma nazionale ed internazionale.
Biocastanea RomaAl convegno è intervenuto insieme all’associazione “L’Alveare – Amici del Castagno” di Rocca di Papa, il presidente del Parco regionale dei Castelli Romani, Sandro Caracci che ha ribadito: “il Parco dei Castelli Romani, al di là dei compiti di tutela e salvaguardia del patrimonio boschivo, ha sempre sostenuto e partecipato in passato a progetti sull’utilizzo del lamellare di castagno per uso strutturale, in sinergia con altri enti locali. Tra questi il GAL (Gruppo Azione Locale Castelli Romani e Monti Prenestini), il DIBAF (Dipartimento per la innovazione dei sistemi Biologici, Agro-alimentari e Forestali) dell’Università della Tuscia ed aziende che operano nel settore della filiera del legno di castagno. Si tratta di ricerche e studi incentrati su metodi innovativi di gestione e utilizzo di questo materiale, con l’opportunità di ampliare un mercato sempre più esigente e puntare realmente ad una futura prospettiva di sviluppo sostenibile del territorio. Il Parco inoltre sta collaborando con l’associazione “Boscocultura”, della quale fanno parte alcuni proprietari di boschi del nostro territorio, che persegue il fine di preservare e valorizzare questa importante risorsa, sia dal punto di vista ambientale che economico”.

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