Alessandra Sardoni presenta Irresponsabili: “Essere responsabili significa rendersi conto delle conseguenze delle proprie azioni”

di Rocco Della Corte

Attualità, politica, economia: la poliedrica Alessandra Sardoni, nel pomeriggio di “Velletri Libris”, si è ben destreggiata in numerosi argomenti anche spinosi per presentare il suo secondo libro, intitolato in maniera molto eloquente Irresponsabili. La giornalista, arrivata a Velletri, ha dialogato con Ezio Tamilia spaziando da un tema all’altro con naturalezza e spontaneità. La pubblicazione della conduttrice di Omnibus parte dalla dichiarazione dell’ex premier Matteo Renzi, che prima del referendum costituzionale annunciò il suo ritiro dalla politica in caso di vittoria del No. sardoni libro velletri

L’esito negativo delle consultazioni, tuttavia, ha indotto il segretario del PD a fare l’opposto di quanto dichiarato. “Per irresponsabile – ha spiegato la Sardoni – intendo chi non si rende conto delle conseguenze delle proprie azioni. Non parlo molto di Renzi in questo libro, ma parto dal referendum per aprire un ragionamento sulla personalizzazione della politica. Renzi è un personaggio carismatico, può piacere o meno, ma ha senz’altro un modo di fare da leader. Lo schema di partenza è proprio questo: la personalizzazione totale non coincide con l’assunzione delle responsabilità individuali nel caso in cui le cose non vadano come previsto”. La lucida analisi della Sardoni, che ha raccontato i numerosi studi fatti per portare a compimento Irresponsabili, individua nella “via di fuga” il meccanismo più utilizzato e ormai rodato in tutti i settori della società.

“Per responsabilità mi dimetto, per responsabilità non mi dimetto più: ciò che ha detto Renzi stona, ma al di là di questo stona anche il dire continuamente ‘In un altro paese si sarebbe dimesso’. Faccio autocritica perché anche io lo dico, ma anche il confronto con gli altri paesi è una via di fuga perché serve fare i conti con l’Italia e non con altre realtà”. La giornalista de LA7 ha descritto minuziosamente lo spaccato politico e sociale odierno, fatto di luoghi comuni ma anche di incongruenze che colpevolmente non vengono notate dal cittadino. La tendenza è quella all’approssimazione, per non riflettere sul termine stesso di ‘responsabilità’, e lo si vede anche in relazione agli scandali: “L’aspetto politico ed etico non viene quasi mai considerato, è soppiantato dall’aspetto giudiziario. Si guarda solo al reato e anche nel dibattito tra giustizialisti e garantisti questo è un punto in comune”.

La Sardoni, però, non si è proposta di scrivere un’opera disfattista ma ha invece costruito una soluzione possibile, che consiste nel valutare criticamente l’etica pubblica: “Tante volte siamo stati spietati alle urne dal punto di vista etico, al grido di ‘onestà’ abbiamo premiato determinati partiti: oggi i Cinque Stelle, ieri Di Pietro, o la sinistra, questo è segno che il cittadino guarda o osserva non sempre passivamente”. Quello che ha cercato di spiegare l’autrice è quanto sia necessario avere un’ottica più ampia delle questioni civiche: un esempio tangibile è quello della legge Fornero, criticata a destra e a sinistra ma votata da quasi tutti i partiti presenti all’epoca in parlamento. “Anche cercare un capro espiatorio per giustificare un fallimento o una scelta impopolare – ha affermato la Sardoni – è una via di fuga, esattamente come il giustizialismo, il confronto con l’estero e il richiamo alla responsabilità. La Fornero, un tecnico, ha fatto una legge per rispondere a delle logiche di mercato ed ora è diventata ‘responsabile’ di tutti i mali”. “Ultima via di fuga è quella del ‘complotto’, altrettanto diffusa, e utilizzata a più riprese”: secondo la giornalista e conduttrice televisiva non bisogna travisare il termine ‘responsabilità’, che porta spesso con sé un certo infantilismo e una buona dose di vittimismo: “Non ho scritto un libro anti-casta o una critica generalizzata al sistema, ma ho riportato degli esempi concreti partendo dal presupposto che io credo nella politica: detto questo, assumersi le responsabilità è una questione di coerenza, e bisogna farlo senza scadere nella tentazione di tornare all’infanzia predicando l’innocenza ed auto-definendosi vittime. In fondo c’è un pezzetto di casta in ognuno di noi”. La Sardoni, di fronte ad un pubblico nutrito e attento, ha concluso con alcune considerazioni in merito al distacco dalla realtà della politica (quasi fisiologico viste le agevolazioni e i privilegi rispetto ai comuni cittadini) e alle competenze, molto spesso sbandierate ma non effettive, che portano danni alla società e alla politica. Al termine dell’evento il consueto firma-copie, un calice di vino e tanti cittadini che si sono avvicinati alla giornalista per scambiare due chiacchiere e condividere le proprie opinioni. Per “Velletri Libris” un altro successo di pubblico e di gradimento, per una rassegna ormai affermata e sempre partecipata, costruita nei minimi particolari con un lavoro di squadra supportato dagli sponsor – ringraziati da Ezio Tamilia – che sono Casale della Regina, Banca Popolare del Lazio, Allianz Assicurazioni, Piana dei Castelli. La ricca programmazione, organizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano, prevede nell’immediato un appuntamento dedicato ai più giovani: lunedì alle ore 19.00 arriva il professor Paolo Di Paolo, scrittore, giornalista e docente, per presentare il suo libro Papà Gugol.

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