Rifiuti speciali, il rapporto 2017

 

Il Rapporto “Rifiuti speciali” pubblicato annualmente dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), fornisce un quadro aggiornato sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali in Italia.
Secondo i dati elaborati dall’ISPRA, i rifiuti speciali non pericolosi segnano un +2,3% (pari a oltre 2,8 milioni di tonnellate) mentre i rifiuti speciali pericolosi crescono del 3,4%, pari a 300 mila tonnellate.  Rifiuti 2017A incidere maggiormente sull’aumento della produzione, sono i rifiuti speciali non pericolosi del settore delle costruzioni e demolizioni (43,9%) mentre il contributo più significativo alla produzione di rifiuti speciali pericolosi è determinato dal settore manifatturiero (39,2% del totale), corrispondente a quasi 3,6 milioni di tonnellate.  Il recupero di materia, con il 65,1%, è la forma di gestione prevalente (88,6 milioni di tonnellate), seguita da altre operazioni di smaltimento come il trattamento chimico-fisico e biologico, raggruppamento preliminare e ricondizionamento preliminare (18,6 milioni di tonnellate). Appare significativo il dato relativo al recupero di materia, che rispetto al 2014, fa registrare un aumento di oltre 5 milioni tonnellate.
Seppure si assiste ad una crescita della produzione di rifiuti speciali, soprattutto nel settore delle costruzioni e demolizioni, si conferisce meno in discarica in quanto più rifiuti vengono destinati al recupero di materia.
Da quest’anno i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali, annualmente aggiornati da ISPRA, sono consultabili sul sito web del Catasto Rifiuti, all’indirizzo: www.catastorifiuti.isprambiente.it.

 

Ulteriori info sull’argomento

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*