Emergenza carceri, le novita dal Sindacato SAPPE

Il primo incontro, dopo quasi dieci anni di blocco del contratto di lavoro delle Forze di Polizia e della Polizia Penitenziaria in particolare, è stato assai deludente. Non c’era un Ministro del Governo presente all’incontro, al di là delle dichiarazioni che periodicamente si fanno di vicinanza al duro e difficile lavoro delle donne e degli uomini appartenenti alle Forze di Polizia e Armate del Paese. E, per il Corpo di Polizia Penitenziaria, abbiamo visto addirittura il Sottosegretario alla Giustizia Chiavaroli ed il Capo dell’Amministrazione (e del Corpo di Polizia) Penitenziaria Santi Consolo lasciare la riunione mentre era ancora in corso! Se questo è il programma di lavoro che intende condurre l’Esecutivo guidato da Paolo Gentiloni, partiamo proprio male…”.

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

Il Governo avrebbe dovuto venire al tavolo delle trattative con una proposta concreta, che tenga nel debito conto gli impegni già assunti con le Organizzazioni Sindacali del Pubblico Impiego e la specificità del lavoro degli Operatori della Sicurezza. Vorrei sbagliarmi, ma non mi sembra di avere visto nell’incontro di ieri quelle certezze che avrebbero dovuto invece essere prioritarie nel confronto con chi, da quasi dieci anni, vede il contratto di lavoro scaduto e quotidianamente rischia la vita per rappresentare lo Stato e difendere lo stato sociale e la sicurezza pubblica, nelle carceri e nelle strade. Anche per questo ho trovato scandaloso che il Sottosegretario alla Giustizia Chiavaroli ed il Capo DAP Santi Consolo abbiano lasciato la sala ad incontro ancora in corso”, prosegue.

Il SAPPE si appella al Premier Gentiloni ed ai responsabili dei Dicasteri di Pubblica Amministrazione e Giustizia: “L’invito al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e ai Ministri Madia e Orlando é che si faccia presto e bene a rinnovare il contratto di lavoro dei poliziotti. Ciò si rende necessario per le reiterate sollecitazioni che ci pervengono da tantissimi poliziotti penitenziari, ma anche dagli operatori degli altri apparati di sicurezza del nostro Paese, che ci hanno sottolineato in più occasioni l’acuirsi del divario esistente tra la consistenza dei nostri stipendi ed il costo della vita”, conclude Capece.

Credo che il Governo non possa non tenere nel debito conto la necessità di rendere dignitosi gli stipendi di quanti quotidianamente rischiano la vita per la sicurezza del Paese e per la salvaguardia delle Istituzioni. Ogni giorno assistiamo a fatti di cronaca, nazionale ed europea, che evidenziano quel che da tempo il SAPPE sostiene, ossia la necessità di evitare tagli indiscriminati agli apparati di sicurezza in ragione di contenimento della spesa che, di fatto, graverebbero sui cittadini. Li invito, per tanto, a dare corso con urgenza agli incontri per il rinnovo contrattuale delle Forze di Polizia e della Polizia Penitenziaria in particolare, assicurando che la delegazione del Ministero della Giustizia presente agli incontri non lasci il tavolo – incomprensibilmente! – prima della fine dei lavori”.

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