Carcere di Velletri, il personale è al limite delle forze: l’allarme dell’UGL PP

Il personale di Polizia Penitenziaria del Carcere di Velletri oramai è arrivato al limite delle forze e della sopportazione. A darne notizia è il sindacalista dell’ UGL Polizia penitenziaria Carmine Olanda – abbiamo sempre denunciato – continua Olanda – la gravissima carenza di personale, ma a quanto pare le Autorità competenti hanno problemi di udito o meglio non vogliono sentire ragioni.

carcere velletriIl Carcere di Velletri è il più grande dopo le Carceri Romane ed è composto da: 5 sale colloqui – 5 a norma; 1 aree verdi; 1 campo sportivo; 1 campo di bocce; 3 palestre; 5 aule; 1 teatro; 1 biblioteca; 1 locale di culto; 1 laboratorio; 257 camere di detenzione che possono ospitare 411 detenuti.

Attualmente – commenta il sindacalista – i detenuti presenti nei 411 posti regolamentari sono nella media di 585 con un organico di Agenti previsto 263 effettivi, ma in realtà sulla carta gli Agenti risultano 199 con carenza di organico di 77 unità. 104 posti di servizio ricoperti h24 vengono gestiti da soli 102 unità svolgendo  turni massacranti con più posti di servizio.

Come sindacato, abbiamo anche denunciato alle Autorità la necessità di sensibilizzare il responsabile della Sanità del Carcere al fine di garantire  il servizio sanitario h24 nel nuovo padiglione D che attualmente ne garantisce solo una piccola parte.

Mancano soprattutto le figure del servizio psichiatrico che oggi viene trascurato lasciando i detenuti alla gestione degli Agenti con ordini di servizio di grande, grandissima e sorveglianza a vista, sollevando da tempo molti interrogativi sulla gestione dei detenuti con i problemi mentali e sui i luoghi idonei per la loro gestione.

 Come sindacato conclude Olanda – non possiamo più accettare che la sorveglianza a vista dei detenuti venga affidata solo ed esclusivamente alla Polizia Penitenziaria. Per questi motivi, vogliamo evidenziare che nella circolare del 25 novembre 2011 intitolata “Modalità di esecuzione della pena. Un nuovo modello di trattamento che comprenda sicurezza, accoglienza e rieducazione”, come nella circolare n. 3649/ 6099 del 18 luglio 2013 intitolata “Linee di indirizzo per la riduzione del rischio autolesivo e suicidario dei detenuti”, ed in virtù di quanto approvato dalla Conferenza Unificata Stato Regione (in G.U. n° 34 del 10 febbraio 2012), si ribadisce e si focalizza l’ attenzione sull’ importanza di inserire il soggetto sorvegliato a vista in un vasto programma trattamentale composto da uno Staff di Operatori Sanitari, dell’ Area Educativa e non esclusivo della Polizia Penitenziaria.

Basta! – conclude Olanda – Siamo stanchi di subire, se i Signori dell’ attuale Governo, dell’ Amministrazione Penitenziaria, compreso i responsabili della Sanità sia del Carcere che della ASL RM6 di Albano Laziale – non sono capaci di risolvere i problemi delle Carceri, farebbero bene a dichiararsi incapaci e a dimettersi subito. La Polizia Penitenziaria ha bisogno di essere Tutelata, Motivata ed Incentivata e non abbandonata a se stessa.

Nonostante le numerose problematiche evidenziate, la Polizia Penitenziaria dimostra sempre essere in prima linea e di autorganizzarsi, per questi motivi vogliamo cogliere l’ occasione per congratularci con l’ Assistente Capo Agostino Quagliano Maestro di Wing Tsun che libero dal servizio si sta offrendo volontariamente e senza scopo di lucro  a dare lezioni agli Agenti nella sala conferenze del carcere sull’ autodifesa personale e sui i modi di intervento in caso di pericolo in generale. Se l’ Amministrazione utilizzasse le risorse interne, molte cose cambierebbero in bene, ma purtroppo non è così.

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