Inaugurazione del progetto “Nuovi Percorsi Museologici” a Nemi

Oggi alle ore 17.00 presso il Museo delle Navi Romane di Nemi (Via del Tempio di Diana, 13) si tiene l’inaugurazione del progetto “Nuovi percorsi museologici”.
museo navi struttura nemi romanoIl Museo delle Navi Romane fu costruito fra il 1934 e il 1940 su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo. La funzione originaria, come si evince dal nome, consisteva nel conservare e mettere a disposizione del pubblico quel che rimaneva di due grandi navi realizzate al tempo dell’imperatore Caligola (37-41), riportate alla luce fra il 1929 e il 1931. Ironicamente, nella loro nuova sistemazione le navi ebbero vita breve: entrambe sarebbero perite difatti in un incendio del 1944.
Vorrei ringraziare – ha dichiarato il sindaco di Nemi Alberto Bertucci – per questa iniziativa “Museo delle Navi di Nemi. Nuovi percorsi museologici” è un progetto dalla direttrice Gabrielli realizzato dell’architetto Gabriella Musto, in forza al Polo Museale del Lazio, fra l’altro, come direttrice del Vittoriano.
Inoltre non possiamo dimenticare – continua il sindaco Bertucci – che il progetto oggi si pone all’interno di una precisa linea del Polo Museale del Lazio e la direttrice Gabrielli, che voglio ringraziare,  ha mantenuto l’impegno di valorizzare non soltanto i contenuti, ma anche i contenitori, cioè gli edifici. Questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie alla costante sensibilizzazione e attenzione al problema portata avanti da questa amministrazione per il bene di Nemi e del Lazio.

A Nemi, l’obiettivo consiste nel recupero della spazialità e fin dove possibile anche degli equilibri concepiti da BallioMorpurgo. La perdita della funzione originaria, appunto per via del rogo delle navi imperiali, aprì la strada a una serie di manomissioni dell’edificio, talora assai pesanti, che aveva finito per comprometterne la lettura. In concreto, il progetto di recupero si è strutturato in due fasi successive. La prima fase si è svolta attraverso una fitta serie di piccoli interventi di ‘ricucitura’, volti all’eliminazione dei fenomeni di degrado più vistosi. La seconda fase ha puntato a ridefinire gli spazi e i percorsi del Museo, anche attraverso un opportuno progetto di ri-allestimento. Il risultato è il recupero di un’importante edificio e con esso di un’intera fase del razionalismo italiano in chiave romana.

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