Problema prostituzione ai Castelli Romani, continuano le lamentele dei cittadini. Si (ri)torna a parlare di (ri)legalizzazione?

Continua ad attanagliare la vita dei cittadini il problema prostituzione nei Castelli Romani, in particolare nella zona Pratoni del Vivaro, dove ogni giorno ed a qualsiasi ora ci sono donne sul bordo della strada che esibiscono liberamente le loro parti intime.

Castelli prostituzione
Prostituta ai pratoni del Vivaro ( foto del gruppo Facebook “Cosa c’è che non va”)

Lo scenario continua ad aggravarsi e il disagio sembra essere sempre più profondo, contando anche il fatto che la zona in questione è molto trafficata nelle ore del giorno, soprattutto da famiglie le quali sono costrette ad offrire ai loro figli uno spettacolo che potrebbe essere evitato o perlomeno controllato. Sui Social Network molti cittadini stanno dicendo la loro a riguardo, sottolineando il fatto che in questo frangente le istituzioni locali e le forze dell’ordine sono completamente assenti. La prostituzione è uno dei mestieri più antichi del mondo, e questo è un dato, come lo è il fatto che il mercato della prostituzione produce in Italia un giro d’affari di 5 miliardi di euro per un totale di settantamila prostitute e nove milioni di clienti(stime elaborate dalla Commissione Affari Sociali della Camera). In Italia la prostituzione è stata dichiarata illegale dalla famosa legge Merlin del 20 febbraio 1958, che tentò in tal modo di calare il sipario sull’attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Da allora però il fenomeno non ha smesso di esistere, anzi è andato in crescendo, diventando terreno fertile per la criminalità organizzata e “alternativa” per gli emarginati sociali ed economici. In Europa la situazione appare contrastante, fra chi come Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Francia ha adottato leggi contro tale fenomeno e chi invece ha deciso di contrastarlo legalizzandolo e affidare il controllo direttamente allo Stato, come Olanda, Germania, Austria e Grecia. In quest’ultimi la prostituzione è legale, le prostitute sono regolarmente registrate e controllate, sia a livello sanitario che assicurativo, pagano le tasse e nonostante il “mercato nero” esista ancora, perlomeno viene offerta una soluzione legale a tutti coloro i quali vogliano fare questo mestiere in sicurezza. prostituzione Castelli La legalizzazione della prostituzione in Italia non sarebbe una grande novità, giacché il fenomeno esisteva ed era legale e controllato all’interno dei bordelli o case di tolleranza, nella quali le prostitute erano provviste di servizio sanitario e regolarmente retribuite. Sarebbe forse ora di porre fine a questa morale puritana, che fino ad ora non ha portato soluzioni, ma anzi ha solo peggiorato il problema, e pensare di rivalutare l’idea di (ri)legalizzare la prostituzione…magari con un referendum? Ai cittadini l’ardua scelta.

Davide Brugnoli

1 Comment

  1. Che male fanno le prostitute maggiorenni e consenzienti ed i loro clienti sulle strade, se non compiono intralcio al traffico, sporcizia e/o atti osceni sotto la vista pubblica? Basta con quest’assurda “Meretriciofobia”.

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