Attività Smart City in calo in Italia. Antonio Gentile, sottosegretario Ministero Sviluppo Economico “dovremo dare spinta maggiore per rilanciare attività smart city in Italia”

In un comunicato dell’Associazione Velletri 2030 emerge un dato preoccupante per l’Italia: l’attività smart city è in calo nella penisola del mediterraneo. Per questo Antonio Gentile, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, intervenendo in una recente conferenza ha fatto presente questo calo, rilanciando l’importanza delle attività smart city che devono essere rilanciate maggiormente in Italia. Di seguito il comunicato dell’Associazione Velletri 2030.

Velletri smartIl sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Antonio Gentile, intervenendo recentemente in una conferenza sulle smart city ha dettoPurtroppo devo dire che segnaliamo passi indietro e dovremo dare una spinta maggiore per rilanciare l’attività delle smart city in Italia“. Negli ultimi mesi “abbiamo registrato un calo di attenzione ma ritengo che ci sia possibilità di intervento su servizi, trasporti, energia e innovazione tecnologica“. Le città intelligenti “sono importanti perché sta cambiando il modello di gestione e anche delle capacità produttive“, le ha fatto eco il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, vice presidente ANCI. Parole perfettamente condivise da Velletri 2030 che da sempre spinge per un maggiore impegno verso la realizzazione del concetto di smart city anche a livello locale e che a questo tema ha dedicato buona parte del suo ultimo Rapporto 2017 per uno sviluppo sostenibile.

La riflessione sull’importanza e il ruolo giocato dall’innovazione in una realtà urbana o territoriale, spesso, viene risolta ed esaurita nella sola quantificazione dei servizi tecnologici disponibili in quell’area. Invece di elencare ed enumerare ciò che di tecnologicamente avanzato è stato realizzato, il ragionamento dovrebbe spingersi oltre l’esistente e divenire occasione per tracciare delle linee strategiche che riguardino lo sviluppo del territorio, il livello di qualità della vita dei cittadini e quello delle infrastrutture utili a rendere competitive le imprese che vi operano.
E’ diventato di uso comune il termine  “ecosistema” come quell’insieme di soluzioni capaci di utilizzare al meglio le risorse e di fornire servizi integrati. Si tratta di un unico ambito nel quale ogni attore deve operare avendo ben chiaro che l’innovazione tecnologica 
non è un fine, bensì lo strumento attraverso il quale gestire la crescita in un’ottica sinergica di sistema e attraverso l’erogazione di servizi integrati. Essi devono essere pensati per garantire una maggiore qualità della vita dei cittadini ma anche delle imprese che operano sul territorio.
In questa direzione dovrebbero andare i futuri progetti di smart city per Velletri. Tra i tanti progetti possibili, in linea con gli obiettivi di SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), comunemente conosciuto come Catasto delle Infrastrutture, si dovrebbe puntare alla creazione di una mappatura digitale di tutto il sistema infrastrutturale che insiste sul territorio, rispondendo così alla necessità di creare un sistema integrato per l’acquisizione, la registrazione, l’analisi e la visualizzazione di tutte le informazioni derivanti dalle reti infrastrutturali, per essere più puntuali e precisi in caso di necessità, intervento, manutenzione.
È evidente che tutte queste attività richiedono una visione di città nella quale le infrastrutture digitali abbiano almeno la stessa attenzione delle infrastrutture convenzionali. Come già diceva il celebre urbanista Dan Hill nel 2008 I buchi nei dati, pubblici e privati, possono diventare molto più rilevanti che le buche sulle strade.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*