Albano/Gassificatore: il terzo ricorso dei No Inc
(Albano Laziale - Attualità) - Il Coordinamento No Inc ha depositato anche un terzo ricorso al Tar. Stavolta gli argomenti trattati scendono molto nel tecnico e ruotano in gran parte intorno alla questione del raffreddamento. Daniele Castri, dello studio legale, ci chiarisce anche quest'altro aspetto. «Il terzo ricorso è stato depositato sia come ricorso autonomo sia come motivi aggiunti ai primi due ricorsi. Nel caso in cui, per una serie di meccanismi burocratici e legali dovesse essere ritenuto pretestuoso, perché finalizzato, che so, ad allungare troppo i tempi e a tenere sospeso il cantiere, potrebbe essere bocciato. Potrebbero obiettare che ce ne sono già due e quindi impedirci di presentarne un terzo. A questo proposito l'abbiamo presentato anche come motivi aggiunti al primo e al secondo ricorso che sono già stati accettati». Con questa sorta di escamotage il Coordinamento si è assicurato che in un modo o nell'altro il ricorso verrà preso in considerazione.
Ma di che cosa parla nello specifico? «Verte prevalentemente sulla questione relativa al fatto che l'impianto di cui parliamo è un prototipo industriale che non è riconducibile in alcun modo al brevetto internazionale depositato e registrato, perché il progetto iniziale prevedeva un raffreddamento ad acqua». Non è più così. «Questo è un raffreddamento ad aria del tutto innovativo, che cambia in maniera sostanziale la natura del progetto, e lo snatura in dodici punti fondamentali, di cui sei riguardano esclusivamente la camera di combustione che è il cuore della tecnologia di gassificazione». Ed ecco qui la base del ricorso che «batte in maniera importante sulla natura tecnologica. Non essendo più riconducibile al progetto originale, perché vengono cambiati aspetti fondamentali, questo nuovo disegno andrebbe ridepositato, riregistrato a livello internazionale e risperimentato».
Da questo discende un altro aspetto: «come fa la Regione a garantire che questo impianto industriale emetterà al camino una quantità di inquinanti che è pari a quella dell'impianto raffreddato ad acqua? Questo non lo può fare nessuno». Infatti le fasi di sperimentazione e di collaudo dei prototipi sono proprio finalizzate ad acquisire elementi per capire a quanto ammonta l'inquinamento prodotto. «Noi però già sappiamo che il passaggio da acqua ad aria declassa la capacità industriale dell'impianto, perché l'aria non ha la stessa capacità di raffreddamento dell'acqua». Con ogni probabilità l'udienza sarà fissata all'incirca alla metà della prossima settimana.