Comunali/Albano: Marini apre la campagna elettorale, «adesso riprendiamoci il futuro»
(Albano Laziale - Politica) - L'Alba Radians è pieno in ogni ordine di posto. Galleria, platea e almeno duecento persone sono in piedi. Per entrare si deve far largo fra le persone, avvicinarsi alle prime file non è cosa semplice. Sul palco c'è una scenografia particolare. Un muro alto composto da cubi che sulle facce portano i simboli della coalizione che sorreggerà Nicola Marini e altri cubi con delle lettere, senza un apparente significato. Ad aprire l'incontro è Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, «Albano deve essere il nuovo tassello per lo sviluppo di questa area, perché vincere vuol dire anche far parte di un unico progetto che rilanci la bellezza e difenda il patrimonio e la tradizione della nostra provincia». L'intervento del "titolare" di Palazzo Valentini è breve, conciso e passa velocemente la parola al vero protagonista della serata: Nicola Marini.
Il candidato a Sindaco del centrosinistra entra fra gli applausi di tutto il teatro, nelle prime file accanto alla famiglia, ci sono i compagni di viaggio della coalizione, ma anche i rappresentanti della Regione, Astorre, Ponzo e Colaceci in primis, e i sindaci dei comuni vicini che con lui condividono il colore della casacca: Castel Gandolfo, Ariccia, Genzano, Rocca di Papa e Lanuvio. Il suo discorso apre con una critica al «Sindaco che non voglio più, il Sindaco di ieri». L'intervento ritmato spazia su tutti i punti caldi di Albano. Sono tirati in ballo i cantieri, «che si aprono a un mese dalle elezioni», piazza Mazzini, svincolo della Stella, il cimitero, «i nostri morti sono nella chiesa da dieci anni», le municipalizzate, «prego i dipendenti di non svendere la propria dignità dentro all'urna», ma anche l'ambiente, l'inceneritore, il sottopasso di Pavona, il centro storico. L'attacco, la "parte destruens", come insegnano i grandi oratori classici deve far piazza pulita, deve liberare, anche in maniera forte. Ed ecco allora l'attacco diretto a Mattei, a quello che Marini definisce «l'Impero dove non si rispettano le regole». Neanche Silvestroni si salva: viene più volte indicato come mero portavoce dell'attuale Primo cittadino e, quando si parla del rifiuto al confronto, «non ha un'idea, lo sanno che perderanno, quello che dicono esce solo dalla bocca di Mattei».
Il muro dietro l'oratore inizia a prendere senso quando Marini proncuncia lo slogan «riprendiamoci il futuro». Entrano quattro ragazzi, parte la musica dei Coldplay, "Viva la vida", si avvicinano al muro e buttano giù la parte alta, rimane solo la base, dove ci sono il Pd, Sel, la Rete dei Cittadini, il Cigno, l'Idv, l'Udc, la Federazione della Sinistra e la Lista Marini Sindaco. Poi da dietro viene innalzato un nuovo muro, più ordinato e le lettere prendono un senso ed è proprio lo slogan, «riprendiamoci il futuro» a cui fa seguito una scritta nel cielo del palcoscenico che dice «Io ci sto». La musica sfuma e il candidato a Sindaco stavolta inizia la sua "parte costruens". «Siamo una coalizione vera, qui ognuno si prende le proprie responsabilità». Per rispondere a chi insinua che siano solo un gruppo di persone che non potrà mai governare. «Il mio sogno è comune al vostro, dobbiamo entrare nell'ottica che la limitazione privata diventa un bene collettivo. Ci vuole un pieno e diretto coinvolgimento della cittadinanza». Il pensiero è uno ma può essere declinato su diversi argomenti: parcheggi, mezzi pubblici, rilancio commerciale, ambientale, turistico.
Un'ora e mezza scarsa per dire tutto, tempi impensabili per un tradizionale convegno politico. Momenti leggeri che sono riusciti a tenere desta l'attenzione di tutti gli intervenuti, che hanno seguito fino alla fine. Per Albano si prospetta così una rivoluzione anche nei modi di comunicare oltre che di fare politica. Il centrosinistra è partito.